INTERVENTO ALIENO SUI PRIMATI PER “FABBRICARE” L’UOMO ?

L’Homo Sapiens esiste da 200.000 anni. Come mai la civiltà è improvvisamente sorta contemporaneamente in varie parti del mondo solo poche migliaia di anni fa ?
Questa semplice considerazione ha fatto sorgere numerose discussioni e dispute scientifiche, ma qui analizzeremo una tesi “non scientifica”: il DNA dei primi ominidi sarebbe stato modificato da visitatori alieni provenienti da un altro pianeta.
Questa tesi è stata riproposta più volte nel corso dei decenni scorsi, ma prima di analizzare le opinioni dei suoi sostenitori moderni, vorremmo rilevare un fatto meno recente.
Nel 1868 la fondatrice della Società Teosofica Helena Petrovna Blavatsky ebbe la possibilità di visionare in un Monastero del Tibet quello che probabilmente è il più antico libro della storia umana: il libro di Dzyan.
Questo libro, menzionato in numerose antiche tradizioni, in realtà, nessun occidentale l’aveva mai visto e si sarebbe salvato da quell’immane cataclisma che in varie tradizioni viene chiamato Diluvio Universale, in quanto la regione del Tibet, grazie alla sua altitudine, sarebbe scampata all’inabissamento di gran parte delle terre emerse.
Nella sezione “Antropogenesi” del libro, si parla espressamente di “costruttori” e di quattro razze intelligenti che avrebbero preceduto la razza umana attuale, tutte distrutte da questi misteriosi personaggi, perché esperimenti mal riusciti.
Un analisi dettagliata di questo argomento la si può trovare qui:
https://giuseppemerlino.wordpress.com/2013/04/08/libro-di-dzyan-antropogenesi/
Si potrebbe anche ipotizzare che pure la quinta razza, cioè la razza umana attuale, sia stata un esperimento malriuscito e quindi abbandonata al suo destino. Ciò potrebbe giustificare la dipartita definitiva di questi “costruttori” dal nostro pianeta.
Non ci sembra un caso che anche il Popol Vuh, libro sacro dei Maya, narra esplicitamente di ben tre tentativi falliti, prima della “creazione dell’uomo”.
Venendo ai sostenitori moderni di questa tesi, che non sono pochi, riferiremo soltanto le teorie di Zecharia Sitchin e Mauro Biglino, cominciando da quest’ultimo.
Mauro Biglino, profondo conoscitore dell’Ebraico, ha lavorato a lungo come traduttore presso le Edizioni San Paolo, casa editrice di stretta osservanza cattolica che ha pubblicato 17 libri dell’Antico Testamento da lui tradotti per la collana delle Bibbia Ebraica Interlineare.
Nel tradurre letteralmente i testi della Bibbia Ebraica originale, Biglino è giunto alla conclusione che questi racconti derivano dal contatto con civiltà aliene che hanno trasformato l’homo sapiens prima dal punto di vista fisico (DNA) e poi da quello culturale.
Biglino ha scritto numerosi libri, per cui sarebbe difficile esporre tutti gli elementi che lo hanno portato a questa conclusione.
Ci limiteremo dunque ai punti principali della sua tesi, basata sulla traduzione del “Codice di Leningrado”, dal quale derivano tutte le Bibbie successive.
Il termine Elohim, che i traduttori cristiani hanno frettolosamente con la parola “Dio”, è in realtà un termine plurale che indica appunto una pluralità di “creatori”. In innumerevoli passi del Vecchio Testamento si trova conferma che gli Elohim erano più di uno.
Questi esseri non erano assolutamente “buoni”, ma erano guerrieri, gelosi, vendicativi, arroganti, iracondi come se ne può rendere conto chiunque legga la Bibbia.
Essi, pur vivendo molto più a lungo degli uomini, erano mortali e, dato che fecero l’uomo “a loro immagine e somiglianza”, non dovevano essere molto diversi da noi.
Yahweh era uno degli Elohim e neanche uno dei più importanti, mentre il loro capo era Eliòn (termine che nelle Bibbie attuali viene tradotto “l’Altissimo”).
Sempre secondo Biglino, Eliòn avrebbe diviso la Terra in varie sfere di influenza, assegnando agli Elohim il compito di comandare, governare e dunque civilizzare differenti territori ai quali corrispondono diversi popoli. Nella Genesi e nel Deuteronomio ci sono racconti dai quali si capisce che questi individui superiori avevano una gerarchia e un’organizzazione militare in base alle quali si erano spartiti il pianeta. Noi siamo a conoscenza , attraverso l’Antico Testamento, solo di quella parte della storia che riguarda una determinata area geografica assegnata a colui che si faceva chiamare Yahweh.
Infine, questi Elohim erano spesso in disaccordo tra loro, come si evince in numerosi passi della Bibbia. Si pensi solo alla battaglia tra gli Elohim Yahweh e Kemosh, descritti come evidentemente uguali, con gli stessi diritti e gli stessi poteri: nessuno dei due è considerato superiore all’altro.
Anche la distruzione di Sodoma, la cui descrizione tanto ricorda un bombardamento nucleare, si inquadra, secondo Biglino, nell’ambito delle guerre combattute tra gli Elohim.
Per quanto riguarda la “creazione” dell’uomo, Biglino fa notare che il termine ebraico “bara” non significa “creare”, ne tantomeno “creare dal nulla”, ma è una radice semitica che ha il significato di “intervenire su una situazione già esistente per modificarla”.
L’uomo attuale sarebbe dunque il prodotto di un’operazione di ingegneria genetica.
Adamo, come nome, significa “quello della terra”, insomma nato su questo pianeta. Letteralmente è più corretto tradurlo “il terrestre”, per distinguerlo evidentemente da chi terrestre non era. Eva invece è Hawà, ovvero “la madre dei viventi”, insomma la progenitrice di tutta la specie umana
Inoltre, come già evidenziato da autori precedenti, nella Bibbia vengono citati mezzi volanti con precise caratteristiche materiali: sono pesanti, metallici, lucenti e pure pericolosi, proprio come quelli descritti in altre antiche tradizioni religiose, tipo i Vimana dei testi induisti. Facciamo solo due esempi: il “carro celeste” minuziosamente descritto nella visione di Ezechiele e l’Arca dell’alleanza, in grado di incenerire i nemici.
Per quanto riguarda gli angeli, i cosiddetti “Malachim”, accompagnatori e messaggeri degli Elohim, tutto sono fuorchè angeli come ce li immaginiamo noi, cioè esseri incorporei, forniti di ali , asessuati e così via. Invece quando si parla di loro, non c’è dubbio che si faccia riferimento a creature materiali, dotati di due gambe, che camminano, che devono mangiare, si sporcano e quindi si lavano, hanno necessità di dormire, si accoppiano con le “figlie degli uomini”. Basta leggere la Bibbia !
Da dove sarebbero venuti gli Elohim ?
Su questo punto Biglino non si sbilancia, indicando, in base ad alcuni passi della Bibbia, ma anche di antichi testi di altre tradizioni religiose, come probabile provenienza la regione della costellazione di Orione.
Passiamo ora ad analizzare le teorie di Zecharia Sitchin, esposte molti anni prima di quelle di Biglino e derivate da un minuzioso studio delle tavolette sumeriche.
La sua visione è semplice e comune a quella di molti altri studiosi: i testi sacri dei popoli antichi non sono una creazione fantastica, ma confusa memoria di fatti realmente avvenuti.
Profondo conoscitore della lingua e della civiltà sumera, egli attribuisce la creazione dell’antica civltà dei Sumeri ad una presunta razza aliena, detta Elohim (in ebraico) o Anunnaki (in sumero).
Da un’analisi approfondita delle tavolette sumeriche, Sitchin avrebbe dedotto che gli dei Anunnaki, che, secondo la tradizione sumerica, sarebbero discesi dal Cielo sulla Terra, erano in realtà esseri alieni provenienti da un altro pianeta.
Gli Anunnaki avrebbero creato geneticamente l’Homo Sapiens incrociando la loro razza con l’Homo Erectus.
Questi Anunnaki avrebbero manipolato il DNA dei primati più intelligenti, ottenendo, dopo vari esperimenti malriusciti, un essere intelligente che avrebbero usato per i loro scopi di sfruttamento del pianeta Terra.
Non è chiaro il perché questi esseri, ad un certo punto, sarebbero andati via, ma, sempre dalle tavolette sumeriche, si deduce che, prima di partire, avrebbero insegnato agli uomini le basi della civiltà ed avrebbero promesso di tornare.
Un punto criticabile della teoria di Sitchin è la provenienza degli Anunnachi.
Essi sarebbero giunti dal pianeta Nibiru, un ipotetico pianeta del Sistema Solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni, presente nella mitologia babilonese.
Almeno finora, l’Astronomia ufficiale non ha trovato traccia di tale pianeta.
Per quanto riguarda l’avvio della civiltà sul nostro pianeta, quasi tutte le tradizioni più antiche concordano che sia stato dato da esseri “divini”.
Nella Genesi lo si attribuisce ai “figli di Dio”, nel libro di Enoch ai “figli del cielo”, nelle civiltà precolombiane di Olmechi, Mixtechi, Toltechi ed Aztechi al divino Quetzalcoatl, tra i Maya al divino Kukulkan, tra gli Inca al divino Viracocha.
In tutti i casi, dopo aver avviato la civiltà umana, questi esseri sono andati via inspiegabilmente, ma, in qualche caso, promettendo che sarebbero tornati.
Qualche tenue indizio in favore delle tesi descritte in questa nota viene anche dalla scienza ufficiale.
Innanzitutto numerosi studi differenti condotti da numerosi scienziati in varie parti del mondo, raccolti e pubblicati sull’autorevole rivista scientifica “Nature” il 23 Aprile 2013, dimostrano una improvvisa ed inspiegabile mutazione che riguarda il DNA dell’Homo Sapiens tra 5.000 e 4.500 anni fa.
Poi, secondo uno studio pubblicato nel gennaio 2016 dagli astrofisici Michael Brown e Konstantin Batygin, entrambi dell’Istituto Californiano di Tecnologia (Caltech), basato su simulazioni al computer e sullo studio delle orbite di sei oggetti transnettuniani, dovrebbe esistere un vero e proprio pianeta massiccio orbitante oltre Nettuno, il che avvalorerebbe la tesi di Sitchin.
Infine il 16 febbraio 2015 è stato pubblicato uno studio (Cornell University) di ben sette autorevoli astrofisici, che dimostra che una stella scoperta di recente (Scholz, 2013), che attualmente si trova a circa 20 anni luce dal Sole, circa 70.000 anni fa è transitata presso la nube di Oort, al confine esterno del nostro Sistema Solare, cioè soltanto a 0,8 anni luce dal Sole.
Se per caso questa stella fosse corredata da pianeti e, se su di uno di questi fosse presente una civiltà tecnologicamente avanzata, allora sarebbe stata possibile una visita di esseri alieni sul nostro pianeta e sarebbe anche giustificato il loro forzato allontanamento dopo un certo tempo ed anche un loro eventuale ritorno se la stella in questione fosse in orbita intorno al Sole.

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Ingegnere Chimico
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