LIBRO DI DZYAN – ANTROPOGENESI

In questa nota tenteremo di ricostruire in termini comprensibili la seconda parte del libro di Dzyan, l’Antropogenesi, che descrive avvenimenti del lontanissimo passato del nostro pianeta.
Il libro di Dzyan sarebbe il più antico libro dell’Umanità e, sebbene spesso menzionato in antiche tradizioni, nessuno lo aveva mai visto, finchè la fondatrice della Società Teosofica, Helena Petrovna Blavatsky, non ebbe la possibilità di visionarlo nel 1868 in un monastero del Tibet.
Il libro si sarebbe salvato da quell’immane cataclisma che in varie tradizioni viene chiamato Diluvio Universale, in quanto la regione del Tibet, grazie alla sua altitudine, sarebbe scampata all’inabissamento di gran parte delle terre emerse e la sua provenienza sarebbe atlantidea.
Nel 1888, nella sua opera “La Dottrina Segreta”, la Blavatsky pubblicò le Stanze del Libro di Dzyan che riportavano la parte testuale del Libro.
La versione integrale delle stanze tradotte in italiano si trova in questo mio articolo, per cui non la riporteremo qui:
https://giuseppemerlino.wordpress.com/2012/01/21/teosofia/
Il libro di Dzyan si compone di due parti ben distinte, l’Evoluzione Cosmica e l’Antropogenesi e, come già detto, in questa sede ci occuperemo di quest’ultima.
Dall’analisi delle prime stanze dell’Antropogenesi sembrerebbe che la prima razza intelligente sul nostro pianeta fosse costituita da esseri che vivevano nell’acqua:
Leggiamo nella seconda stanza (il soggetto è il pianeta Terra):
“Il visibile uscì dall’invisibile; gli insetti e le piccole Vite. Ella diede vita agli Uomini Acquatici, terribili e cattivi. Gli Uomini Acquatici, terribili e cattivi, furono creati con i resti degli altri. Ella li formò con la scoria e con la melma”.
Ma, sempre da questa seconda stanza, si evince la formazione anche di altri esseri mostruosi.
Gli autori di questi “esperimenti genetici”, ai quali si allude esplicitamente nella prima stanza, non furono soddisfatti di quanto accaduto e procedettero alla distruzione di queste razze:
“Essi furono malcontenti: La nostra carne è assente. Nessun Rûpa conveniente ai nostri fratelli della Quinta. Nessuna Dimora per le Vite. Esse devono abbeverarsi di Acque pure e non di acque torbide. Dissecchiamole. Le fiamme vennero. I Fuochi con le Scintille. I Fuochi Notturni ed i Fuochi Diurni. Essi disseccarono le acque torbide e scure. Con il loro calore le estinsero. I Lhas dall’alto, i Lhamayin del Basso, vennero. Sgozzarono le forme che erano a doppia e quadrupla faccia. Combatterono gli Uomini-Capra, gli Uomini dalla testa di Cane, e quelli con il corpo di Pesce”.
Nella terza stanza leggiamo come questi misteriosi “costruttori” provvedono successivamente alla creazione di una razza di esseri androgini (maschio-femmina):
“I grandi Cohans chiamarono i signori della Luna, dai Corpi Aerei: Fate apparire gli Uomini della vostra natura. Date loro le forme interne. Essa edificherà i Rivestimenti esteriori e saranno Maschi-Femmine”.
Questa razza si distribuì in sette diverse zone del nostro pianeta:
“Ognuno andò nel territorio assegnatoli; erano Sette, ciascuno nel suo Lotto”.
Nel racconto segue tutta un’opera di perfezionamento di questa razza che, fino ad un successivo intervento dei “costruttori”, era priva di mente:
“Sette volte sette Ombre di Uomini futuri nacquero, ognuno del proprio colore e della propria Specie. Ciascuno inferiore a suo Padre. I Padri, i Senza-Ossa, non potevano dar vita a degli esseri provvisti di ossa. I loro discendenti furono dei Bhûta, senza forma né mente. Perciò furono chiamati la Razza Chhâyã”.
“I Padri chiamarono in loro aiuto il proprio Fuoco, che brucia nella Terra. Lo spirito della Terra chiamò in suo aiuto il
Fuoco Solare. I tre, grazie ai loro sforzi riuniti, produssero un buon Rûpa. Poteva reggersi dritto, camminare, correre, curvarsi o volare. Pure non era altro che un Chhâyã, una Ombra senza Sensi”
“Il Soffio aveva bisogno di una forma, i Padri la diedero. Il Soffio aveva bisogno di un corpo grossolano, la Terra lo foggiò. Il Soffio aveva bisogno dello Spirito di Vita, i Lhas Solari l’insufflarono nella sua Forma”.
Nella quinta stanza leggiamo la trasformazione di questi esseri androgini in esseri sessuati:
“La Seconda Razza fu prodotta da innesto ed espansione, l’asessuale uscendo dal Senza-Sesso. Così, Oh Lanu fu prodotta la Seconda Razza”.
Nelle stanze successive segue una lunga descrizione della nascita e della formazione della terza razza, caratterizzata da un sistema riproduttivo simile a quello degli attuali mammiferi.
Questa terza razza era caratterizzata da esseri ancora incompleti sia sul piano fisico, che su quello mentale.
Ci fu bisogno di un ulteriore intervento dei “costruttori”. Leggiamo nella settima stanza:
“I Figli della Saggezza, i Figli della Notte, pronti a rinascere, discesero e videro le forme vili della Prima Terza (i primi esseri delle terza razza). Noi non possiamo scegliere, dissero i Signori, Noi abbiamo la Saggezza. Alcuni entrarono nei Chhâyã. Altri proiettarono la Scintilla”.
“La Terza Razza divenne il Vâhan dei Signori della Saggezza, e creò i figli della Volontà e dello Yoga: da Kryâshkti li creò, i Santi Padri, gli antenati degli Arhat”.
Nell’ottava stanza troviamo interessanti passi relativi all’ulteriore evoluzione della vita sul nostro pianeta:
“I primi animali furono tratti dalle gocce del sudore; dai residui della Sostanza, materia proveniente dai corpi morti degli uomini e degli animali della Ruota precedente, e della polvere respinta. Animali provvisti di ossa, dragoni dell’abisso e Sarpas volanti furono aggiunti alle cose striscianti. Quelli che strisciano sul suolo furono provvisti di ali. Quelli che nell’acqua avevano lunghi colli divennero i progenitori degli uccelli dell’aria. Durante la Terza, gli animali senza ossa si svilupparono e maturarono: divennero animali provvisti di ossa. I loro Chhâyã divennero solidi. Gli animali si separarono per primi. Essi cominciarono a riprodursi. L’Uomo doppio pure si separò e disse: “Facciamo come loro; uniamoci e procreiamo”; lo fecero”.
Nell’ottava stanza si narra anche di una razza inferiore generata dalla terza razza (accoppiamenti uomo-scimmia ?):
“E coloro che non avevano Scintilla presero per essi enormi animali femmine. Produssero con esse delle razze mute. Essi stessi erano muti. Ma le loro lingue si sciolsero. Le lingue dei loro discendenti restarono mute. Essi allevarono dei mostri contraffatti e coperti di peli rossi che camminavano a quattro zampe”.
Ciò provocò l’intervento dei “costruttori” con la genesi della quarta razza, dotata di parola:
Nella nona stanza troviamo:
“Vedendo ciò i Lhas che non avevano costruito gli uomini piansero dicendo: Gli Amânasa hanno macchiato le nostre future dimore. Quello è Karma. Abitiamo negli altri. Istruiamoli meglio, perché non succeda qualcosa di peggio”. Lo fecero…Allora tutti gli uomini furono dotati di Manas e videro il peccato di quelli che erano sprovvisti di mente. La Quarta Razza sviluppò la parola”.
Ma nella stanze dieci ed undici si narrano avvenimenti che ricordano quanto scritto nell’antichissimo libro di Enoch:
“Allora la Terza e la Quarta crebbero in orgoglio. Noi siamo i re; noi siamo gli dei. Presero delle mogli piacevoli a vedersi. Donne prese tra coloro che erano sprovvisti di mente, dalle teste strette, e nacquero dei mostri, cattivi demoni, maschi e femmine, e anche dei Khado, con piccole menti. Costruirono dei templi per il corpo umano. Adorarono i maschi e le femmine e il Terzo occhio cessò di funzionare”
“Costruirono città colossali con terre e metalli rari. Servendosi dei fuochi vomitati, della terra bianca delle montagne e della terra nera, formarono le loro immagini, in grandezza naturale e a loro somiglianza, e le adorarono”.
Ed ecco il Diluvio Universale:
“Vennero le prime grandi acque. E inghiottirono le sette grandi isole. Tutti i santi furono salvi e gli empi distrutti. Con loro perì la grande maggioranza degli enormi animali prodotti dal sudore della terra”.
E nella stanza dodici si narra la nascita della quinta razza, la nostra:
“Pochi furono i superstiti. Alcuni fra i gialli, alcuni fra i bruni e i neri, alcuni fra i rossi rimasero. Quelli del colore della Luna erano partiti per sempre”.
“La Quinta prodotta dal gregge santo, restò; essa fu governata dai primi Re Divini. I Serpenti che ridiscesero, che fecero pace con la Quinta, la istruirono e guidarono”.
Ci sarebbe molto da meditare su quest’ultimo capoverso, ma preferiamo chiudere qui la nostra analisi ….

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