DAL BIG BANG ALL’UOMO

La teoria scientificamente più accreditata sull’origine dell’universo, avvalorata da numerose prove, è che esso sia nato circa 13,8 miliardi di anni fa a partire da un “punto singolare” caratterizzato da una condizione di estrema temperatura, densità e curvatura.
Da allora, con un evento chiamato Big Bang, sono “nati” lo spazio, il tempo e la materia ed è iniziata una continua espansione dell’universo che, ancora oggi, è in accelerazione.
Recenti studi ci dicono che, già duecento milioni di anni dopo il Big Bang, sarebbero nate le prime stelle dalla contrazione di ammassi di polveri e gas.
Presto queste stelle si raggrupparono in galassie probabilmente già a partire da seicento milioni di anni dopo il Big Bang.
Attualmente sono presenti nell’universo centinaia di miliardi di galassie, veri e propri “Universi isola” di varie dimensioni, dalle galassie “nane” formate da decine di milioni di stelle, alle galassie medie formate da centinaia di miliardi di stelle, alle galassie giganti formate da un miliardo di stelle e oltre.
Le stelle di prima generazione avevano dimensioni enormi, erano costituite essenzialmente da Idrogeno e, in misura minore, da Elio, i due elementi chimici più leggeri esistenti.
Nel nucleo di queste stelle, dette di popolazione III, a causa dell’enorme pressione dovuta alla gravità, avvenivano le reazioni nucleari che portavano alla formazione di alcuni elementi leggeri, ma più pesanti di Idrogeno ed Elio.
In conseguenza della loro enorme massa, queste stelle avevano vita breve e morivano con una immane esplosione che proiettava nello spazio questi nuovi elementi chimici leggeri formatisi al loro interno.
Per contrazione di queste nuove nubi di materia interstellare cominciarono a formarsi le stelle di Popolazione II che, pur essendo ancora povere di elementi diversi da Idrogeno ed Elio, ne contenevano una quantità sufficiente per innescare al loro interno nuove reazioni nucleari, con la conseguente formazione di elementi chimici più pesanti.
Anche queste stelle, tuttora presenti in gran numero nell’universo, alla loro morte diffondono gli elementi pesanti nello spazio circostante, formando le stelle di terza generazione, dette di Popolazione I, che li conterranno nel loro nucleo.
E’ oramai accertato che nel processo di formazione stellare dalla contrazione di una nube di gas e polveri, quasi sempre si formano pianeti e satelliti di pianeti, formati dagli elementi pesanti e leggeri presenti nella nube.
Così è avvenuto anche nella formazione del nostro Sistema Solare circa circa 4,6 miliardi di anni fa.
Al centro della nube si è “acceso” il Sole, stella di Popolazione I e, attorno ad esso, si sono formati migliaia di oggetti non stellari, quali gli otto pianeti principali e i loro satelliti, i numerosi pianeti nani, gli asteroidi e le comete.
Tra questi oggetti c’è la nostra casa, il pianeta Terra e tutti gli atomi da cui è costituita provengono da questa lunga storia.
Su questo pianeta avvenne un fenomeno che probabilmente è piuttosto raro nell’universo : la nascita della vita.
L’assenza di ossigeno libero e la presenza di una intensa radiazione ultravioletta che caratterizzavano la Terra primordiale favorirono la formazione di molecole organiche complesse, come è stato dimostrato da numerosi esperimenti di laboratorio.
Queste molecole poi, in ambiente acquatico, grazie alla presenza in esse di una parte idrofila ed una lipofila, hanno cominciato a legarsi fra loro creando quello che potremmo definire l’antenato dell’RNA. Pare che anche il moto ondoso degli oceani abbia favorito questo fenomeno.
Dunque il primo “essere vivente” probabilmente era una piccola sfera, un sacchettino contenente materiale organico e capace di scambiare materiale con l’ambiente esterno, una protocellula il cui habitat era l’oceano ad almeno 10 metri di profondità dove la radiazione ultravioletta arrivava molto attenuata.
Per almeno due miliardi di anni gli esseri viventi furono solo organismi unicellulari che però diventavano via via più complessi.
Già 3,5 miliardi di anni fa ha inizio la fotosintesi clorofilliana: tramite l’energia solare, questi organismi assorbono acqua ed anidride carbonica e le trasformano in glucosio ed ossigeno. Successivamente queste molecole di glucosio, probabilmente all’inizio solo per caso, si legheranno fra loro in lunghe catene andando a formare amido e cellulosa.
Grazie alla fotosintesi l’atmosfera del pianeta si arricchirà sempre più di ossigeno, dando la spinta definitiva alla successiva evoluzione della vita sulla Terra.
Infine, circa 700 milioni di anni fa appaiono i primi organismi pluricellulari. Poi l’evoluzione farà il resto con la nascita di esseri viventi sempre più complessi.
Nelle specie più evolute si formerà poi un organo centrale che presiede a tutto il sistema nervoso, il cervello, e, con esso il fenomeno dell’autocoscienza.
Il culmine attuale di questa evoluzione è l’uomo, un primate, cioè una scimmia, ma più intelligente delle altre scimmie.
L’uomo, come tutte le scimmie, appartiene all’ordine dei primati, che, a sua volta, appartiene alla classe dei mammiferi. E’ ancora difficile stabilire quando un primate si possa definire “uomo”: si pensi che ancora al giorno d’oggi il DNA dell’uomo differisce solo dell’1% dal DNA dello scimpanzé.
In ogni caso, almeno sul nostro pianeta, l’uomo è il culmine di questa lunga storia di 13,8 miliardi di anni.
Una storia che ci insegna il nostro stretto legame con l’intero universo : il calcio delle nostre ossa, il ferro del nostro sangue, il carbonio, l’ossigeno etc… hanno una provenienza molto più antica e lontana di quanto possiamo immaginare: siamo figli delle stelle.
Scriveva Carl Sagan : “Noi siamo l’incarnazione locale di un universo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle”.

Informazioni su giuseppemerlino

Ingegnere Chimico
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