LA CONOSCENZA SECONDO GURDJIEFF

“Le masse non si preoccupano della conoscenza, non vogliono saperne, e i loro capi politici, nel proprio interesse, non lavorano che a rafforzarne l’avversione, la paura del nuovo e dell’ignoto.
La schiavitù nella quale vive l’umanità è basata su questa paura.
Coloro che possiedono questa conoscenza fanno tutto ciò che possono per trasmetterla e comunicarla al più gran numero possibile di uomini, per aiutarli ad avvicinarsi ad essa e renderli capaci di prepararsi a ricevere la verità.
Ma la conoscenza non può essere data con la forza a coloro che non la vogliono.
Colui che desidera la conoscenza deve fare egli stesso gli sforzi iniziali per trovarne la sorgente, per avvicinarla, servendosi delle indicazioni date a tutti, ma che generalmente la gente non desidera vedere, né riconoscere.
La conoscenza non può venire agli uomini senza che essi facciano degli sforzi”.

Tratto da “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” (Capitolo II) di Pëtr Dem’janovič Uspenskij, filosofo russo, discepolo del mistico armeno Georges Ivanovič Gurdjieff.
In quest’opera Uspenskij espone la cosiddetta “Quarta Via”, cioè l’insegnamento del grande maestro Gurdjieff.

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Ingegnere Chimico
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