DUE MONACI E UNA RAGAZZA (FAVOLA BUDDISTA)

Dopo un forte temporale due monaci uscirono dal monastero. Uno era anziano ed un altro giovane.
A un certo punto essi giunsero nei pressi di una zona completamente allagata dove incontrarono una giovane ragazza molto bella che chiese loro aiuto per attraversare l’enorme pozza d’acqua che si era creata.
Il monaco giovane, ricordando il suo voto di castità, pensò che non avrebbe mai potuto toccare una donna, ma, con sua sorpresa, vide che il monaco anziano prese in braccio la ragazza e la portò dall’altra parte della pozza.
Dopo questo episodio, i due monaci ripresero a camminare in silenzio, ma il monaco giovane pensava e ripensava all’accaduto, finché non resistette più e si rivolse al monaco anziano : “Maestro voi sapete che abbiamo giurato astinenza ! Non ci è concesso toccare una donna in questo modo. Come avete potuto prendere in braccio quella bellissima ragazza, permetterle di mettervi le mani attorno al collo, di unire il suo petto con il vostro e di portarla dall’altra parte della pozza d’acqua ?”
Il monaco anziano rispose : “Io ho lasciato quella ragazza tempo fa sulla sponda asciutta, ma tu, mio caro, la stai ancora portando con te”.
Questa favola ci ricorda il detto latino “Omnia munda mundis” (tutto è puro per chi è puro di cuore) tratto dalla lettera di San Paolo a Tito, reponsabile della comunità cristiana di Creta :
“Omnia munda mundis; coinquinatis autem et infidelibus nihil mundum, sed inquinatae sunt eorum et mens et conscientia” (Tutto è puro per i puri; ma per i contaminati e gl’infedeli nulla è puro; sono contaminate la loro mente e la loro coscienza).

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Ingegnere Chimico
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