ERUZIONE CAMPI FLEGREI 1538 : NASCITA DEL MONTE NUOVO

Nei primi dieci secoli dopo Cristo, l’area flegrea in Campania era stata caratterizzata da un continuo abbassamento del suolo, poi, intorno all’anno mille, il fenomeno si invertì vistosamente : si conservano tuttora documenti relativi ad editti con i quali i sovrani assegnavano le nuove terre emerse dal mare a comuni ed istituzioni.
Successivamente, dopo il 1400, cominciarono a verificarsi numerose scosse di terremoto, alcune delle quali particolarmente violente come quelle del 1456, 1488, 1507 e 1511, tutte ampiamente descritte nelle cronache dell’epoca. Intanto il suolo continuava vistosamente ad innalzarsi.
Gli anni successivi al 1511 furono caratterizzati da continue scosse di terremoto di lieve entità. Dal 1536 in poi le scosse divennero sempre più frequenti e più intense, fino a dieci al giorno, e le cronache ci dicono che erano anche avvertite nella città di Napoli e fino all’attuale provincia di Caserta.
I fenomeni sismici si intensificarono nelle giornate del 27 e 28 Settembre 1538 e, in quest’ultimo giorno, avvenne un fenomeno impressionante : il mare si ritirò di quasi 400 metri, lasciando sulla terra ormai asciutta una grande quantità di pesci morti.
La mattina del giorno dopo, tra il lago di Averno ed il Monte Barbaro, si formò un vistoso avvallamento profondo due metri dal fondo del quale fuoriuscivano acque sia fredde che calde e, poco dopo, nello stesso avvallamento, cominciò ad innalzarsi una protuberanza che, intorno alle 20 della sera collassò, dando inizio all’eruzione che scagliò una pioggia di pietre e cenere sulla città di Pozzuoli e sui centri vicini.
Dati i numerosi segnali premonitori, la popolazione ebbe tutto il tempo di fuggire verso Napoli e non si registrò nessun morto.
L’eruzione proseguì per tutta la giornata del 30 Settembre e dal primo ottobre la geografia del territorio risultò completamente mutata : era sorto un nuovo monte esistente tuttora, alto circa 133 metri e con un diametro di 420 metri, il “Monte Nuovo”.
Dal 2 ottobre i fenomeni eruttivi si ridussero alla sola fuoriuscita di fumo dal cratere, tanto che, il 6 ottobre, alcuni curiosi scalarono il Monte Nuovo pensando che i fenomeni fossero ormai cessati, ma, intorno alle 15 avvenne una nuova violenta eruzione che causò 24 morti tra gli incauti “turisti”. Dopo quella tragica giornata i fenomeni cessarono.
Dobbiamo notare che questa eruzione dei Campi Flegrei del 1538 è l’eruzione di minore intensità mai registrata di questo vulcano, avvenuta, tra l’altro, dopo 3.000 anni di quiescenza, ma nel passato, i Campi Flegrei sono stati teatro di eruzioni veramente devastanti:
39.000 anni fa avvenne l’eruzione detta dell’Ignimbrite Campana. Questa violenta eruzione esplosiva coinvolse tutta la regione Campania ricoprendola interamente di tufo e causando la distruzione e lo sprofondamento di vaste aree.
15.000 anni fa avvenne poi un’eruzione di intensità altrettanto violenta, denominata eruzione del tufo giallo napoletano.
Praticamente tutta la città di Napoli è stata costruita sui depositi di quest’ultima eruzione.
Successivamente, fino all’ultima eruzione del 1538, si sono succedute 56 eruzioni esplosive e 6 effusive.

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Ingegnere Chimico
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