SCHIZOFRENIA : COS’E’ E COME SI MANIFESTA

Articolo di Eloisa Ticozzi.
Schizofrenia è una parola che deriva dal greco (“schizo” frammentare, “frenia” pensiero), E’ un disturbo psichico che comporta alterazioni affettive, comportamentali e cognitive.
La persona colpita ha difficoltà nell’interazione con le persone e con la realtà circostante.
Si può riconoscere la Schizofrenia di tipo paranoide dove la persona malata si sente oggetto di persecuzione con comportamenti aggressivi verso gli altri, la Schizofrenia di tipo catatonico dove predominano il mutismo e l’assunzione di posture anormali e la Schizofrenia di tipo disorganizzato dove prevalgono discorsi irrazionali ed incoerenti.
La Schizofrenia è egualmente distribuita negli uomini e nelle donne, ma i due sessi differiscono per età d’esordio e decorso della malattia. L’età di esordio è più precoce per i soggetti di sesso maschile (15-25 anni nei maschi contro i 25-35 delle donne).
Il suicidio è frequente nei pazienti affetti da questa patologia mentale : il 10-15% dei soggetti schizofrenici muore per suicidio in un periodo di 20 anni di follow-up.
Numerosi studi epidemiologici hanno confermato che i parenti di pazienti schizofrenici presentano una maggiore incidenza della malattia. Gli studi gemellari dimostrano una concordanza fino al 60-70% nei gemelli monozigoti. Possono essere comunque presi in considerazione anche fattori di tipo ambientale nella genesi della malattia.
La Schizofrenia è stata descritta per la prima volta nel 1809 da Philippe Pinel che si accorse che alcuni pazienti erano caratterizzati da un cambiamento della personalità postpuberale e deterioramento cognitivo.
Emil Kraepelin diede una descrizione più ampia e più specifica a questo fenomeno che presentava un esordio in età giovanile e il decadimento di varie funzioni psichiche fino a una vera demenza (simile alle demenze per cause organiche).
Freud considerò la schizofrenia come un conflitto fra l’Io ed il mondo esterno : la Schizofrenia (come avviene nella psicosi), è un disconoscimento e un rimodellamento della realtà.
Infatti esiste un SUPER IO (la parte razionale), l’ES ( gli istinti e le pulsioni) e l’IO (la parte mediatrice fra ES e SUPER IO).
Per Jung, lo schizofrenico ha spezzato la propria personalità a tal punto da fare nascere personalità multiple, vale a dire voci distribuite inconsce che parlano al paziente. Si tratterebbe di un fenomeno dove l’inconscio prenderebbe possesso in modo quasi totalizzante della parte razionale.
Kurt Schneider nel 1959 descrisse in questa patologia sintomi di primo rango come il furto del pensiero e le voci commentanti che mettevano a repentaglio l’integrità dell’io.
Ma prima Bleuler nel 1911 aveva suddiviso i sintomi come di base o fondamentali che includevano il deficit dell’attenzione, l’autismo, l’appiattimento affettivo e sintomi secondari o accessori rappresentati da deliri, allucinazioni, variazioni dell’umore, manifestazioni catatoniche.
L’età di esordio avviene nell’adolescenza o nella prima giovinezza. Esiste una fase prodromica in cui il paziente subisce una diminuzione della performance scolastica o lavorativa tanto da apparire distaccato e chiuso. Possono comparire interessi per l’occultismo e la magia.
I discorsi possono apparire impoveriti, poveri di parole, confusi, anche se a volte potrebbero risultare più concreti e argomentativi.
Molto spesso esiste una forma di “stato d’animo predelirante”, vale a dire un’esperienza soggettiva e minacciosa che rende l’ambiente circostante ostile. La persona prende come punto di “appoggio” o di riferimento qualsiasi significato, anche se privo di razionalità, da cui potrebbe scaturire un comportamento delirante.
Alla fase prodromica, segue una fase attiva, dove coesistono allucinazioni descritte dal paziente come voci sussurrate, mormorate o udite con tono normale (voci dialoganti, che commentano le azioni del paziente o lo minacciano). Possono esserci allucinazioni gustative e olfattive.
Le allucinazioni cenestesiche sono sensazioni di punture di spillo, bruciature, trafitture al cervello che formano il delirio di influenzamento o di trasformazione corporea.
Nei deliri di persecuzione, la persona crede di essere perseguita, inseguita, spiata da amici, vicini di casa o servizi segreti.
I deliri di riferimento sono impressioni come gesti che il paziente crede siano riferiti a lui.
I deliri bizzarri sono i deliri più comuni e includono l’inserzione del pensiero (la persona crede che i pensieri  siano inseriti nella mente), e il delirio di controllo (in cui si pensa che il corpo e le azioni siano manipolati da qualche forza esterna).
Esiste anche un delirio erotico che colpisce pazienti donne che si sentono oggetto di vendetta e di gelosia per la propria avvenenza.
Il disturbo del pensiero è la caratteristica cardine della schizofrenia, compromette la sequenza logica di pensare e formulare domande fino ad arrivare ad un linguaggio quasi incomprensibile.
La persona può fornire risposte non correlate alle domande poste (tangenzialità); tende ad associare le parole in funzione della loro somiglianza semantica o fonetica anche se prive di senso; il discorso può
essere disorganizzato da risultare quasi incomprensibile (fino all’insalata di parole).
Le alterazioni del comportamento includono la scarsa igiene personale e il deterioramento della cura.
Ci sono sintomi negativi quali l’appiattimento affettivo, l’alogia a l’avolizione.
Nell’appiattimento affettivo, il paziente non riesce a modulare i comportamenti affettivi verso sé e verso gli altri.
Nell’alogia (povertà dell’eloquio) si realizzano risposte brevi e poco articolate.
Nell’avolizione c’è mancanza di energia e di iniziativa e il paziente fa fatica a indirizzare la sua volontà verso impegni lavorativi e scolastici con una diminuzione dell’attività sessuale.

Informazioni su giuseppemerlino

Ingegnere Chimico
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