L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA PARLAMENTARE. CHE SIGNIFICA ?

Tra i “lamenti” degli italiani sui Social Network è molto frequente quello relativo a governi non eletti dal popolo.
E’ bene allora chiarire subito che l’Italia è una Repubblica Parlamentare, per cui il popolo non solo non elegge il governo, ma non elegge neanche il Presidente del Consiglio e nemmeno il Presidente della Repubblica.
Nelle elezioni politiche che, salvo elezioni anticipate, si devono svolgere ogni cinque anni, il popolo, votando per un Partito Politico, decide la composizione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.
Dopo le elezioni è uso consolidato che il Presidente della Repubblica (che viene eletto ogni sette anni a Camere riunite da senatori, deputati e rappresentanti regionali) proceda alle consultazioni, cioè riceva le delegazioni di tutti i partiti politici per verificare se esiste una maggioranza politica che possa sostenere un governo.
In caso favorevole, il Presidente da l’incarico di formare un governo ad un personaggio che non deve necessariamente provenire dal mondo politico.
Dopo aver formato il governo, il Presidente del Consiglio sottopone al Presidente della Repubblica la lista dei ministri e, in caso di approvazione, il governo presta giuramento. Il Presidente del Consiglio ed i Ministri giurano pronunciando la formula: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.
Successivamente il Governo si presenta in due differenti momenti alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica e, se ottiene la fiducia (approvazione della maggioranza dei parlamentari), entra in pieno possesso delle sue funzioni.
Il popolo decide la composizione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica in base ad una “Legge Elettorale”.
L’unica Legge Elettorale equa e giusta è quella che garantisce la perfetta proporzionalità tra i voti ottenuti da un partito politico ed il numero di Deputati e Senatori che lo rappresentano in Parlamento.
Purtroppo, però, in un paese come l’Italia, nel quale vi sono numerosi partiti politici, questo sistema crea grossi problemi di instabilità ed ingovernabilità.
Per questo motivo le leggi elettorali che si sono succedute nel nostro paese sono tutte egualmente criticabili in quanto quasi sempre basate su “premi di maggioranza” che aggiungono un certo numero di Senatori e Deputati al partito o alla coalizione che ha avuto il maggior numero di voti alle elezioni politiche.
Si tratta di leggi “ingiuste” perché non rispettano in pieno la volontà popolare, ma che garantiscono una maggiore governabilità e stabilità al paese.
La Costituzione Italiana, che prevede queste norme, piacciano o non piacciano, è in vigore dal primo gennaio 1948.
Due tentativi di modificarla (Berlusconi 2005 e Renzi 2016) sono stati bocciati dal popolo italiano in due referendum popolari.

Informazioni su giuseppemerlino

Ingegnere Chimico
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