IL PROBLEMA DELLE “BUFALE” SU FACEBOOK

Scriveva Umberto Eco:
“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità”.
Parole un po’ forti, ma effettivamente il problema delle “bufale” sui social networks sta diventando molto grave. La massa dei frequentatori di questi media non ha la preparazione per giudicare la veridicità o l’attendibilità di una notizia e non si prende nemmeno la briga di fare qualche verifica prima di condividere una notizia falsa o priva di valore scientifico.
La gente ha la convinzione errata che Internet sia fonte di informazioni attendibili e cade inevitabilmente in “bufale” di ogni tipo contribuendo poi alla loro diffusione a macchia d’olio.
Per quanto riguarda le notizie scientifiche, mentre le riviste specializzate le pubblicano solo dopo accurati e severi controlli, sui social network non esiste nessuna forma di controllo, col risultato della nascita di una vera e propria “falsa scienza” basata sulle affermazioni di persone completamente incompetenti che controbattono il lavoro di decenni di studi seri e rigorosi di validi scienziati.
Il problema nasce anche dalla divulgazione scientifica : il divulgatore, dovendo scendere al piano delle “chiacchiere”, abbandonando le complesse basi matematiche e sperimentali dell’argomento, si espone ad essere contestato con altre “chiacchiere”, stavolta non surrogate da alcuna prova matematica. Si cade così in discussioni infinite che, basandosi sul linguaggio discorsivo, non hanno nessuna base scientifica e non portano a nulla di buono.
Per questo motivo, la maggioranza di coloro che conoscono la realtà delle cose, rinunciano a priori a qualsiasi tipo di divulgazione, tenendosi per se le loro conoscenze, ritenendo che la Verità scientifica sia ormai giunta ad un tale stato di profondità e complessità da risultare incomunicabile alle grandi masse.
Anche questo è un fenomeno altamente negativo in quanto crea una differenza sempre più marcata tra la massa del popolo che si fa la sua sotto-cultura sui social ed una ristretta elite di esseri umani che ha la capacità di comprendere le complesse e meravigliose aperture della Scienza sul mistero della vita e dell’Universo.
Ma le “bufale” presentano anche un altro grave aspetto, quello politico.
In questo caso sono create in malafede da esperti in sociologia delle masse e riescono a creare grandi spostamenti elettorali, come si è verificato nelle tornate elettorali più recenti in molti paesi del mondo.
Ormai il consenso delle masse si basa sempre più su informazioni non vere, o completamente false, che vengono caparbiamente considerate vere anche quando ne viene dimostrata l’infondatezza, come hanno dimostrato numerosi studi statistici.
La soluzione del problema non sembra semplice in quanto è impensabile l’applicazione di una forma di censura. Per ora possiamo solo prendere atto del problema e sperare che in futuro gli utenti dei social networks siano più restii a credere a qualsiasi cosa e comincino ad imparare a fare delle verifiche.

Informazioni su giuseppemerlino

Ingegnere Chimico
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