IL FALLIMENTO DELLA DEMOCRAZIA ED IL NUOVO ORDINE MONDIALE

La Democrazia, come forma di governo, è stata adottata solo in brevi parentesi della millenaria storia della civiltà umana.
Attualmente, da almeno un secolo, è la forma di governo predominante sul nostro pianeta.
In questo momento storico nessuno oserebbe mettere in dubbio la superiorità di questo sistema politico, ma bisogna ammettere che esso si basa su principi altamente irrazionali.
Il primo punto da evidenziare è il concetto democratico che potremmo definire “la maggioranza ha sempre ragione”.
Secondo questo principio se, per esempio, in un Parlamento formato da 300 rappresentanti del popolo, 200 di essi votano a favore di un provvedimento errato o addirittura dannoso, il provvedimento viene approvato e diventa legge.
Ma chi sono i “rappresentanti del popolo” ? Nelle attuali democrazie sono persone elette a suffragio universale dal popolo stesso alle quali non viene richiesto alcun requisito in termini di cultura minima o titolo di studio.
Questi rappresentanti sono ad immagine e somiglianza del popolo stesso e, in un epoca come la nostra, nella quale ogni valore morale è sovvertito, saranno dunque caratterizzati, a voler essere buoni, da scarse qualità morali ed attaccati agli stessi valori che caratterizzano il popolo stesso, in primis l’adorazione del Dio Denaro, con tutte le conseguenze in termini di corruzione facilmente immaginabili.
Il secondo punto da evidenziare è che il suffragio universale comporta che ogni cittadino abbia a disposizione un solo voto, per cui il voto e l’opinione di un grande scienziato, per esempio, contano quanto quello di una persona che abbia appena la licenza elementare, con le conseguenze facilmente intuibili agli effetti della governabilità di un paese.
Nel sistema politico democratico è prioritaria per l’uomo politico la necessità di essere eletto e, se eletto, di conservare il gradimento del popolo degli elettori, per non perdere l’ambito posto conquistato. Ciò comporta che egli tenderà ad approvare provvedimenti ed a creare istituzioni sociali che possano essere graditi agli elettori, senza tener conto della ricaduta economica delle sue azioni. Questo è forse il motivo principale dell’enorme debito pubblico che caratterizza pressocchè tutte le democrazie moderne.
Un altro problema della democrazia è che la conclamata scarsa qualità morale ed intellettuale dei governanti ha completamente distrutto il concetto di “Autorità dello Stato” che, per millenni, era stato uno dei cardini politici della storia umana.
Oggi il popolo vede nel “governante” quello che potremmo definire “uno di noi”, quindi una persona senza alcuna autorità e contestabile in ogni momento. Questo crea problemi enormi alla governabilità di un paese, in quanto il “governante”, anziché approvare provvedimenti giusti ed utili, magari impopolari, tenderà ad accontentare le richieste popolari, per non perdere il consenso dei suoi elettori.
Ma quali potrebbero essere le alternative al sistema democratico ?
Per millenni le sorti dei popoli sono state guidate da una concezione dello Stato basate sul concetto tradizionale di una completa separazione tra il governo di un popolo ed il popolo stesso, sempre ritenuto incapace di governarsi da solo.
Sia il concetto di “Imperatore” che di “Monarchia” erano basati su di una visione trascendente dello Stato, quella che in termini semplicistici viene definita “origine divina”: una elite ereditaria garantiva la continuità dello Stato e governava scegliendo le persone più competenti nei singoli settori dell’amministrazione.
Non aveva nessuna importanza se il monarca fosse colto o ignorante: egli aveva l’esclusivo compito di impersonare, l’autorità, la continuità e la trascendenza dello Stato. Ciò che contava era invece la competenza dei funzionari che egli chiamava al governo effettivo delle istituzioni.
Oggi, in un mondo in cui la laicità è estremamente diffusa, sarebbe impensabile parlare di sacralità dell’istituzione statale, ma si sta facendo strada il concetto della necessità al ritorno del governo di una elite.
Il termine elite definisce un insieme di persone considerate le più colte e autorevoli in un determinato gruppo sociale, dotate quindi di maggiore prestigio, cioè gli individui più capaci in ogni settore della conoscenza umana.
Bisogna ammettere l’evidenza che un governo, per esempio di scienziati, darebbe risultati certamente migliori di un governo eletto a suffragio universale dal popolo.
Questo concetto di Stato non è lontano dalla descrizione dello Stato ideale che fa Platone nella “Repubblica” : “il governo deve essere affidato ai filosofi, perché il filosofo è il solo a conoscere l’essere e la verità. Inoltre è sincero, temperante, disprezza i beni mondani, apprende con facilità e possiede l’armonia interiore. Tutte qualità assenti nella massa del popolo”.
E’ chiaro che questa elite dovrebbe anche avere il compito di selezionare ed istruire i giovani più brillanti ed intelligenti che un giorno dovranno prendere il posto dei selezionatori.
A questo proposito è utile ricordare come nel millenario Impero Cinese, i funzionari statali venivano selezionati in base a veri e propri “concorsi” nei quali venivano accertate con esami severi le qualità, le conoscenze e le abilità dei candidati.
Questi candidati erano migliaia e provenivano da tutte le regioni dell’immenso impero e solo pochissimi venivano scelti.
Questo sistema è stato in vigore dal 200 avanti Cristo fino al 1905. E’ durato oltre 2.000 anni ed ha funzionato egregiamente.
Purtroppo nel mondo di oggi il conclamato fallimento del sistema democratico non sta portando alla ricerca scientifica di una migliore forma di governo, ma sta degenerando in una “democrazia pilotata”: elites non culturali, ma economiche, tramite il controllo dei Mass Media e mediante un enorme potere finanziario, riescono ad orientare a loro piacimento la coscienza collettiva, ad imporre un completo rovesciamento dei valori morali e culturali dell’umanità, rendendo solo fittizio o trascurabile il potere reale dei governi.
Ciò che si sta realizzando appare come una vera e propria parodia di quello che era lo Stato Tradizionale e ci sta portando forse in una situazione ancora peggiore di quella a cui ci ha condotto lo stato democratico a suffragio universale.

Informazioni su giuseppemerlino

Ingegnere Chimico
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