VICHINGHI IN AMERICA PRIMA DI COLOMBO

Vichinghi in America ? E’ bene chiarire che ormai è un fatto certo, inoppugnabile, anche se, fra il grande pubblico, è ancora ritenuto solo un’ipotesi, se non una leggenda. Certo che per noi è difficile abbandonare il mito di Cristoforo Colombo.
Fin dal 1960, con la scoperta di un antico villaggio vichingo nella parte settentrionale della grande isola di Terranova, attualmente facente parte del Canada, si ha la certezza storica che i Vichinghi “scoprirono” l’America almeno 500 anni prima di Colombo.
In questo sito, oggetto di lunghi anni di ricerche archeologiche, sono stati portati alla luce i resti di abitazioni, tre sale in grado di alloggiare 80 persone ciascuna, una fucina, una falegnameria, numerosi utensili tipici del popolo vichingo e sono state trovate anche le tracce di un vero e proprio cantiere navale.
La scoperta di questo insediamento ha dato un’improvvisa autorevolezza agli antichi racconti di questo popolo nordico di navigatori che, prima, erano ritenuti in gran parte opera di fantasia.
Prima di riportare questi racconti, dobbiamo ricordare che i Vichinghi erano un popolo di grandi navigatori, dediti soprattutto alla pirateria, inizialmente stanziati nella Scandinavia e che, tra il IX e l’XI secolo, si spinsero in tutto il nord Europa, nel Mediterraneo, in Nord Africa, in Russia e nell’Impero Romano d’Oriente, talvolta per compiere scorrerie e talvolta semplicemente per commerciare.
Gli stessi Normanni, che conquistarono mezza Europa e liberarono la Sicilia dal dominio arabo, erano un popolo vichingo.
Secondo le antiche saghe vichinghe, questo popolo era già presente in Islanda e qui, un certo Erik il Rosso, condannato dalla comunità a tre anni di esilio per omicidio, si mise in mare con alcuni seguaci e raggiunse la Groenlandia, dove fondò una prima colonia.
Fra il 980 ed il 990, molti altri gruppi di Vichinghi raggiunsero le coste di questa immensa isola creando numerose colonie. Gli archeologi hanno identificato almeno 400 fattorie e stimato la popolazione stabilmente residente tra i 3.000 ed i 5.000 abitanti.
Dobbiamo rilevare che questi avvenimenti si svolsero nel cosiddetto “Periodo Caldo Medievale”, un periodo di inusuale clima relativamente caldo, nella regione del nord Atlantico, durato circa 500 anni dal IX al XIV secolo. D’altra parte il nome “Groenlandia”, in scandinavo “Gronland”, ha il significato di “Terra Verde”.
Secondo la “Saga di Erik il Rosso” e la “Saga della Groenlandia”, già dal 985, navi vichinghe salpavano dalla Groenlandia ed esploravano terre allora ignote, navigando verso occidente. La prima spedizione fu guidata da Leif Erikson, figlio di Erik il Rosso, poi ne seguirono molte altre.
In particolare si dice in questi racconti che le nuove terre si trovavano a soli tre giorni di navigazione verso occidente e ciò è estremamente verosimile, data la vicinanza della Groenlandia alle grandi isole del Canada settentrionale ed alla costa continentale del Labrador.
Negli anni seguenti seguirono varie spedizioni compiute con decine di navi con centinaia di coloni che si stanziarono nelle terre di Helluland, Markland e Vinland.
Gli studiosi identificano Helluland (Terra delle pietre piatte) con la costa meridionale della grande isola canadese di Baffin, Markland (Terra delle foreste) con la costa continentale canadese (Labrador) e Vinland (terra delle viti selvatiche) con l’isola di Terranova.
A differenza della Groenlandia queste terre non erano disabitate, ma popolate da indigeni le cui descrizioni nelle saghe vichinghe coincidono perfettamente con quelle fatte successivamente dai primi esploratori europei.
Purtroppo i rapporti tra i Vichinghi e le popolazioni locali erano pessimi, caratterizzati da frequenti scontri armati, intervallati da brevi periodi di pacifico commercio.
E’ certo che gli insediamenti vichinghi in Nord America non erano permanenti: duravano al massimo due o tre anni. Il loro scopo principale era accumulare legna e pelli da trasportare successivamente in Groenlandia.
Alla lunga, la succitata conflittualità con le popolazioni locali e, soprattutto, il ritorno del clima freddo e rigido sulle terre canadesi e, poi, anche nella stessa Groenlandia, causarono l’abbandono definitivo dei siti stanziali, anche se i viaggi verso quelle terre lontane, soprattutto per approvvigionarsi di pelli e legna continuarono ancora per qualche tempo.

Informazioni su giuseppemerlino

Ingegnere Chimico
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