IL BUONISMO DELLA SCUOLA ITALIANA UN DANNO PER IL NOSTRO PAESE

Dai rapporti dell’OCSE, l’Italia risulta ultima tra i 35 paesi più sviluppati economicamente per capacità di leggere e di scrivere, e penultima per capacità di calcolo e conoscenze scientifiche. Insomma siamo i più “ignoranti” tra i paesi civili.
Eppure i nostri Mass Media esaltano i brillanti risultati degli studenti italiani che riassumiamo brevemente.
Agli esami di maturità del 2015 è stato promosso il 99,4% degli studenti e nel 2016 il 99,5% (gli ammessi agli esami erano stati il 96% degli alunni di quinta).
In totale, il 62,2% degli studenti ha ottenuto un voto superiore a 70 nel 2015 ed il 63,1% nel 2016.
All’esame di licenza media del 2016 i promossi sono stati il 99,8% !
Un popolo di geni oppure una scuola ridotta a diplomificio ?
Il problema si trascina ormai dal ’68, cioè da quando la scuola “meritocratica” che, premiando i migliori, invogliava gli studenti ad impegnarsi ed a studiare, è stata sostituita dalla scuola “buonista”, appiattita verso il basso, nata da una errata interpretazione del concetto di “democrazia”, che ha portato alle promozioni di massa alle quali siamo ormai abituati.
Anche il degrado morale, culturale ed intellettuale della nostra società ha contribuito a questa tragica situazione con i genitori interessati esclusivamente alla promozione dei figli ed assolutamente indifferenti e disinteressati alla loro crescita culturale.
Sono sempre più diffusi in Italia i casi di aggressioni verbali, e non solo, di genitori nei confronti di quei pochissimi docenti che hanno ancora il coraggio di bocciare o di mettere un voto basso.
Un altro problema è che ormai tutti i docenti attuali si sono formati proprio in questa scuola così degradata, con tutte le lacune culturali che ciò comporta, e nulla sanno della vera scuola antecedente al ’68, nella quale, per esempio, l’esame di maturità si svolgeva su tutte le discipline dell’ultimo anno, con i riferimenti ai programmi degli ultimi tre anni, con prove scritte per tutte le discipline che le prevedevano e con commissari tutti esterni provenienti da altre città e regioni.
Rileva ancora l’OCSE: “In Italia la motivazione principale per accedere alla professione di insegnante sembra essere soltanto l’elevata sicurezza del posto di lavoro o il non essere riusciti a trovare un altro lavoro meglio retribuito ed inoltre in Italia, rispetto agli altri Paesi dell’area OCSE, l’avanzamento di carriera avviene solo per anzianità e non per merito”.
E cosa accade quando questa massa di “maturati” affronta i test di ammissione introdotti dalle Università, proprio a causa di questo degrado della scuola ? Non si sa se c’è da ridere o piangere: i candidati non riescono nemmeno a rispondere a quesiti elementari e non comprendono il significato di numerose parole italiane.
Illuminante a questo proposito la nascita di numerose scuole di preparazione a questi test, scuole che dovrebbero colmare in un breve periodo, e ovviamente a pagamento, le lacune causate dalla scuola buonista e le illusioni che ha perversamente creato negli studenti, subito pronti poi a presentare ricorsi per l’ingiustizia subita invece di prendere atto della propria ignoranza.
Ma non è che la situazione dell’Università italiana sia poi così rosea. Indubbiamente ciò è dovuto al basso livello culturale dei neo-iscritti, ma, in molti casi, anche al virus del “buonismo” che ha colpito anche le istituzioni universitarie, soprattutto nelle facoltà non scientifiche.
Sempre secondo l’OCSE un diplomato giapponese ha capacità alfabetiche paragonabili a quelle di un laureato italiano.
Come se ciò non bastasse, Il rapporto Eurostat del 2015 ha confermato per l’Italia l’ultimo posto in Europa per numero di laureati.
In particolare, considerando la fascia di popolazione compresa tra i 30 ed i 34 anni, solo il 23,9% possiede una laurea, contro il 37,9% della media europea.
Concludendo, il danno fatto è ormai enorme e, anche se si attuasse un’improbabile inversione di tendenza da oggi, ci vorrebbero decenni per ripararlo.
Per ora, se vogliamo toccare con mano l’indice di ignoranza di noi italiani, basta accontentarci di ascoltare le risposte che vengono date dai concorrenti ai numerosi quiz televisivi, oggi tanto di moda in Italia …..

Informazioni su giuseppemerlino

Ingegnere Chimico
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