FRAMMENTI GNOSTICI DA MEDITARE

“La Sapienza fu la prima concezione della mia Mente, la Madre di Tutto, per mezzo della quale Io, nel principio, concepii la creazione degli Angeli e degli Arcangeli. Questo pensiero, scaturito da Me, discese alle più basse regioni e generò gli Angeli e le Potenze dalle quali fu fatto il mondo. E, dopo averli generati, fu da essi, per invidia, trattenuto, in quanto essi non volevano essere ritenuti progenie di nessun altro. Quanto a Me, Io sono a loro del tutto sconosciuto.
La Sapienza fu fatta prigioniera dagli Angeli e dalle Potenze che da Lei erano stati emanati. Essa soffrì ogni sorta di oltraggio, onde impedirle di risalire al Padre Suo, fino ad essere imprigionata nel corpo umano e costretta a trasmigrare di corpo in corpo, come da un vaso all’altro. Così Essa, trasmigrando di corpo in corpo e, subendo continuamente oltraggio, finì pur anco a prezzo in un bordello e fu la pecora smarrita. Perciò Io sono venuto a portarla via ed a liberarla dai suoi ceppi, per ottenere la salvezza degli uomini”. (Simon Mago)

“la nostra lotta non è contro creature fatte di carne e di sangue, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano le regioni celesti”. (San Paolo)

“Il loro grande Dio, reso cieco a causa della sua ignoranza e della sua arroganza, ha detto: “Io sono l’unico Dio, non vi è nessun altro al di fuori di me”. (Ipostasi degli Arconti)

“Allora i Governanti (gli Arconti) cospirarono e dissero: Venite, creiamo un essere umano con la polvere della terra e modellarono la loro creatura come uno fatto interamente di terra. I Governanti presero un po’ di terra e modellarono la loro creatura secondo il loro corpo e secondo l’immagine del Dio che era apparsa loro nelle acque. A causa della loro impotenza non capivano la potenza del Dio: soffiarono sull’uomo, ma questo non poteva vivere a causa della loro impotenza e rimase sulla terra per molti giorni. Insistettero come venti impetuosi per far acquisire all’uomo l’immagine che era apparsa loro nelle acque, ma non conoscevano l’identità del suo potere. Successivamente lo Spirito vide l’uomo che giaceva sulla terra e scese dalla regione adamantina e venne ad abitare in lui che divenne un’anima vivente”. (Ipostasi degli Arconti)

“Ciò che libera è la conoscenza di quello che eravamo, di ciò che siamo diventati; di dove eravamo, dove siamo stati gettati; verso dove ci affrettiamo, da dove siamo redenti; che cosa è nascita, che cosa è rinascita”. (Frammento gnostico Valentiniano)

“Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi, quanto alla conoscenza del bene e del male. Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell’albero della vita, ne mangi e viva per sempre” (Genesi 3, 22)

“Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria”. (San Paolo)

“Quando Dio mi creò dalla terra, insieme con Eva, tua madre, mi trovavo con lei in una gloria che aveva visto nell’eternità da cui eravamo venuti. Eva mi ha insegnato la conoscenza del Dio eterno. Noi somigliavamo ai grandi angeli, perchè eravamo superiori al Dio che ci aveva creato insieme alle Potenze. Poi questo Dio, sovrano delle Potenze, ci divise in collera e diventammo due. Così la Gloria e la Prima Conoscenza che respirava dentro di noi ci hanno lasciato”. (Apocalisse di Adamo)

“Quando Eva era in Adamo, non esisteva la morte. Ma dopo che essa si fu separata, la morte è sopravvenuta. Se essa entra di nuovo in lui, e se egli la riprende in se stesso, non esisterà più la morte” (Vangelo di Filippo)

“l’Eone Sophia (la Sapienza) cominciò a pensare a se stessa utilizzando il Pensiero e la Preconoscenza dell’Invisibile Spirito. Lei aveva intenzione di produrre una immagine di se stessa senza l’assistenza della sua controparte maschile, che non approvava. Ma Lei aveva una Potenza Invincibile e qualcosa produsse, qualcosa di imperfetto e deforme, un Drago con la testa di un leone e con gli occhi che emettevano fulmini scintillanti. Sophia gettò questo aborto fuori dal Regno degli Esseri Immortali, in modo da non vederlo più. Quest’essere prese il nome di Yaldabaoth, assunse un grande potere e creò un Regno per se stesso che esiste tuttora: il mondo materiale. Creò sette sovrani, esseri terribili e mostruosi, reggitori di questo mondo (gli Arconti) e condivise con loro parte del suo fuoco. Questi sono i loro nomi segreti: Athot, Elaios, Astaphaios, Yao, Sabaoth, Adonin e Sabbataios. Yaldabaoth disse “Io sono Dio e non c’è altro Dio fuori di me”, perchè effettivamente ignorava la sua origine ed il mondo divino al di sopra di lui. Nel frattempo Sophia, precipitata in basso, era angosciata, disperata e pentita del suo peccato. Aveva compreso che suo figlio era un aborto di tenebra, venuto in essere in maniera imperfetta non essendosi Lei congiunta al suo compagno”. (Libro segreto di Giovanni)

“Nell’indicibile profondità erano due grandi luci: l’Uomo Primo, o Padre, ed il Figlio suo, l’Uomo secondo; ed altresì lo Spirito Santo, la Donna prima o Madre di tutti i viventi. Al di sotto di questa Triade eravi una massa torpida composta dai quattro grandi elementi, chiamati Acqua, Tenebra, Abisso e Caos. La Madre Universale covava sulle acque. Il Primo Uomo e l’Uomo secondo, innamorati della sua bellezza, produssero da lei la terza grande luce: il Cristo. Questo fu il parto della mano dritta della Grande Madre .Ma una stilla di luce cadde in basso, dalla mano sinistra, nella Materia Caotica. Questa fu chiamata Sophia, o Sapienza, la Madre del mondo. Ma, per il semplice contatto con le acque dello spazio, ella, prima di ascendere alla regione Media, aveva di già generato un figlio, il principale potere creativo del mondo sensibile: questo figlio era Yaldabaoth che, a sua volta, generò, uno dall’altro, i sette grandi poteri formativi dell’universo sensibile: i sette Arconti. E Yaldabaoth era arrogante e millantatore ed esclamò: “Io sono Padre e Dio e non vi è alcuno sopra di me”. Ma Sophia, udendo tal cosa, gridò al suo figliuolo: “non mentire, Yaldabaoth, poiché al di sopra di te vi è il Padre Supremo, il Primo Uomo, e l’Uomo figlio dell’Uomo”. E tutti i Poteri furono sorpresi della parola, ma, Yaldabaoth, per distogliere la loro attenzione, gridò: “Facciamo l’uomo a seconda della nostra immagine”. Cosi’ essi fecero l’ “uomo”, ed egli giacque come un verme sul terreno, fino a che non lo portarono ad Yaldabaoth che soffiò in lui l’alito di vita, vale a dire il fluido di luce che aveva ricevuto da Sophia e l’uomo, ricevendolo, immediatamente rese grazie all’Uomo Primo e disprezzò i propri fabbricatori (gli Elohim). In seguto a ciò, Yaldabaoth (Yahweh) fù geloso e divisò di privare Adamo della scintilla di luce, formando la donna. Ed i sette poteri creativi furono innamorati di Eva, e da essa generarono gli Angeli e cosi’ Adamo di nuovo cadde sotto il potere di Yaldabaoth e degli Arconti. Allora Sophia, la Sapienza, mandò il serpente (la mente) nel paradiso di Yaldabaoth e Adamo ed Eva dettero ascolto ai suoi savi consigli e cosi’, ancora una volta, l’uomo fù liberato dal dominio del potere creativo e trasgredi’ l’ordine di ignoranza di qualsiasi potere più alto di lui, imposto da Yaldabaoth. Per il ché, Yaldabaoth li cacciò dal suo paradiso ed insieme ad essi, cacciò il serpente, la “mente”. Dopo la cacciata, i corpi di Adamo ed Eva diventarono sempre più densi e sempre più deboli ed essi conobbero di portar seco la morte. Ma Sophia, la Sapienza, non trovando pace ne in cielo ne in terra, implorò l’aiuto della Grande Madre e questa,mossa a compassione, pregò il Primo Uomo di mandare il Cristo ad aiutarla. Ed il Cristo, suo fratello e sposo, venne in suo aiuto discendendo attraverso le sette sfere, privando gli Arconti del loro potere. Egli fece opere possenti, insegnò agli eletti il Padre Sconosciuto e si proclamò apertamente Figlio del Primo Uomo. Per il chè gli Arconti, e specialmente Yaldabaoth, presero misure per ucciderlo; cosi’ Gesù, l’uomo, fu da loro crocifisso, ma Cristo e Sophia salirono in alto all’Eone incorruttibile”. (Dottrina segreta degli Ofiti)

“L’Anima si volse una volta verso la materia, se ne innamorò, e ardendo dal desiderio di sperimentare i piaceri del corpo, non volle più liberarsi da essa. Così nacque il mondo. Da quel momento l’Anima dimenticò se stessa. Dimenticò la sua abitazione originaria, il suo vero centro, il suo essere eterno”. (frammento gnostico Mandeo)

“Da quando sono entrato nelle Tenebre, ho dovuto bere un’acqua che mi è stata amara. Ho portato un fardello che non era il mio. Ero in mezzo ai miei nemici, le bestie che mi circondavano. Il fardello che portavo è quello delle Potenze e dei Principati. Erano infiammati di collera, si sono levati contro di me, si sono avventati per afferrarmi, come una pecora senza pastore. La Materia ed i suoi figli mi hanno spartito fra di loro. Mi hanno bruciato nel loro fuoco. Mi hanno dato amara apparenza. Gli stranieri ai quali ero mescolato non mi conoscevano. Hanno assaporato la mia dolcezza, desiderato tenermi con loro. Ero vita per loro, erano morte per me”. (Frammento di un inno gnostico iranico)

“Venuto dalla Luce e dagli Dei, eccomi in esilio, separato da Loro. I nemici, piombando su di me, mi hanno condotto tra i morti. Sono un Dio e nato dagli Dei, brillante, scintillante, luminoso, radioso, profumato e bello, ma ora costretto a soffrire. Mi hanno afferrato diavoli senza numero, orrendi, e mi hanno tolto la forza. La mia anima ha perso conoscenza. Mi hanno morso, tagliato a pezzi, divorato. Ripugnanti, fetidi e neri, mi hanno fatto vedere dolore e morte. Contro di me urlano e si lanciano, mi tormentano e mi assalgono”. (Frammento di un inno gnostico iranico)

“Quando ero bambino e abitavo nel regno della casa di mio Padre e mi dilettavo della ricchezza e dello splendore di coloro che mi avevano allevato, i miei genitori mi mandarono dall’oriente, nostra patria, con le provviste per il viaggio. Delle ricchezze della nostra casa fecero un carico per me: esso era grande eppure leggero, in modo che potessi portarlo da solo. Mi tolsero il vestito di gloria che nel loro amore avevano fatto per me, e il manto di porpora che era stato tessuto in modo che si adattasse perfettamente alla mia persona, e fecero un patto con me e lo scrissero nel mio cuore perché non lo potessi scordare: Quando andrai in Egitto e ne riporterai l’Unica Perla che giace in mezzo al mare, accerchiata dal serpente sibilante, indosserai di nuovo il tuo vestito di gloria e il manto sopra esso, e con tuo fratello, prossimo a noi in dignità, sii erede del nostro regno”. (Inno della perla)

“Ma in qualche modo si accorsero che non ero uno di loro e cercarono di rendersi graditi a me; mi mescerono una bevanda nella loro astuzia e mi dettero da mangiare della loro carne; e io dimenticai la Perla per la quale i miei genitori mi avevano mandato. Per la pesantezza dei loro cibi caddi in un sonno profondo”. (Inno della perla)

“Afflizione e dolore io soffro nel vestito corporale nel quale essi mi hanno trasportato e gettato. Quante volte devo smetterlo, quante volte devo indossarlo, sempre di nuovo devo definire la mia lotta”. (frammento gnostico mandeo)

“Gesù disse: vieni, io posso insegnarti i segreti che nessuna persona ha mai visto. Perché là esiste un Regno grande e illimitato, la cui estensione nessuna generazione di angeli ha visto, nel quale c’è un grande spirito invisibile, che nessun occhio di angelo ha mai visto, nessun pensiero del cuore ha mai compreso, e non è mai stato chiamato con alcun nome”. (Vangelo di Giuda)

“Gli arconti vollero ingannare l’uomo, perché essi videro che egli aveva la stessa origine di quelli che sono veramente buoni. Essi presero il nome delle cose che sono buone e lo diedero alle cose che non sono buone, per potere, per mezzo dei nomi, ingannare gli uomini e legarli alle cose che non sono buone. E poi, se essi fanno loro un favore, li allontanano da ciò che non è buono e li collocano in ciò che è buono, quello che essi conoscono. Perch’essi hanno deliberato di prendere l’uomo libero e fare di lui un loro schiavo, per sempre”. (Vangelo di Filippo)

“Noi veneriamo il Serpente perché Dio l’ha reso causa della Gnosi per l’umanità. Jaldabaoth, il Demiurgo, non voleva affatto che gli uomini avessero memoria della Madre e del Padre di lassù. Fu il Serpente a persuaderli ed a recare loro la Gnosi, comunicando all’uomo ed alla donna la completa conoscenza dei misteri del Cielo”. (Frammento degli Ofiti)

“Oh Dio di Luce, Anima preziosa ! Chi ha oscurato il tuo occhio luminoso ? Senza sosta tu cadi da una miseria all’altra senza neanche rendertene conto. Chi ti ha condotto in esilio dalla tua magnifica terra divina, gettandoti in questa oscura prigione ? (frammento Manicheo)

“Avendo una volta vagabondato nei labirinti delle malvagità, la misera Anima non trova la via di uscita. Essa cerca di sfuggire all’amaro Caos, e non sa come potrà liberarsene”. (Frammento di un Salmo Naasseno)

“Egli ha sparso i poteri dell’Abisso nei dieci cieli e nelle otto terre, li ha chiusi in questo mondo, ha fatto di esso una prigione per i poteri della Tenebra. Esso è anche un luogo di purificazione per l’Anima da loro inghiottita”. (frammento Manicheo)

“Dopo che mi ritrovai legata alla carne, ho dimenticato la mia natura divina. Ho bevuto alla coppa della follia, mi sono ribellata contro me stessa”. (Frammento manicheo)

“Il vostro Dio è malvagio. Si tratta della terza Potenza del grande Arconte. Egli è il nemico del Regno dei Cieli”. (Secondo libro di Jeu)

“Il Demiurgo volle imitare la Natura infinita, eterna, estranea ad ogni limite ed a ogni tempo dell’Ogdoade Superiore, ma non fu capace di riprodurre né la sua stabilità, né la sua perpetuità, giacché era egli stesso frutto di un’imperfezione. Così, per avvicinarsi all’eternità dell’Ogdoade, creò dei tempi, dei momenti, delle serie di innumerevoli anni, immaginando in tal modo di imitare, mediante questo accumulo di tempi, l’infinità di quella”. (Marcione)

“L’Anima si volse un giorno verso la Materia, se ne invaghì e, ardendo dal desiderio di sperimentare i piaceri del corpo, non seppe più distaccarsene. Così nacque il Mondo. Da quel momento l’Anima si dimenticò di se stessa, della sua Prima Dimora, del suo vero centro, della sua esistenza eterna”. (Frammento Sabeo)

Concludiamo questa breve carrellata di frammenti gnostici con quanto affermato nel V° secolo dal Vescovo Sinesio di Tolemaide :

“La Verità deve essere tenuta segreta e le masse devono avere un insegnamento proporzionato alla loro imperfetta ragione”.

Informazioni su giuseppemerlino

Ingegnere Chimico
Questa voce è stata pubblicata in ESOTERISMO e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.