MANICHEISMO

Il terzo secolo dopo Cristo fu un’epoca di grande fervore intellettuale, anche grazie agli accresciuti contatti tra popoli e culture diverse.
Il Cristianesimo cominciava a diffondersi, anche se ancora diviso da diverse dottrine ed interpretazioni; lo Gnosticismo era ancora vivo e molto diffuso; la cultura e la filosofia greca, soprattutto nella sua forma neo-platonica, erano ormai patrimonio comune di tutto il mondo conosciuto; il Mitraismo attirava sempre più adepti in tutto l’Impero Romano, così come innumerevoli altri culti, anche se in misura minore. Lo Zoroastrismo cominciava ad essere conosciuto anche fuori dall’Impero Persiano. Inoltre il grande sviluppo dei commerci con l’Oriente, attraverso la “via della seta”, aveva portato in Occidente la conoscenza dei principi del Buddhismo e dell’Induismo.
In questo quadro era molto sentita l’esigenza di una Religione o di un sistema filosofico che conciliasse i principi dottrinari di tutte questi fedi ed un uomo chiamato Mani (non sappiamo se questo fosse il suo nome proprio o un appellativo) sembrò, ad un certo punto della storia umana, che avesse realizzato questo obiettivo.
Quest’uomo, nato a Babilonia da genitori persiani e vissuto tra il 215 ed il 277 dopo Cristo, si propose il fine di fondere le innumerevoli dottrine esistenti in un unico sistema che si adattasse ai differenti popoli.
Egli studiò il Cristianesimo, lo Zoroastrismo, lo Gnosticismo, il Buddhismo, il Mitraismo ed i grandi sistemi filosofici della Grecia classica.
Trascorse la sua vita tra la Persia, il vicino Oriente e l’India, ma, proprio nella sua patria, la Persia della dinastia dei Sasanidi, non ebbe fortuna, fu giustiziato e la sua dottrina, da allora chiamata Manicheismo, fu osteggiata ed i suoi fedeli perseguitati.
Prima di esporre il sistema filosofico-religioso di Mani, premettiamo la solita considerazione che il Mito può essere letto in due modi: o come una favola, o cogliendone i suoi profondi significati simbolici e metafisici.
Il Manicheismo si caratterizza per una visione dualistica estrema, fondata sulla coesistenza e sulla contrapposizione di due Principi eterni ed ingenerati: il Principio del Bene, simboleggiato dalla Luce e governato dal Padre della Grandezza ed il Principio del Male, simbolizzato dalle Tenebre e governato dal Principe delle Tenebre.
E’ bene notare subito che questi due Principi, Sostanza Divina e Sostanza Materiale, hanno pari dignità metafisica a differenza della visione Gnostica, secondo la quale il Principio del Male è una divinità inferiore, nata per un “errore” del Mondo Superiore.
Il Principio del Bene si estendeva all’infinito in tutte le direzioni ed aveva un solo limite, in basso, dove era il Principio del Male, anch’esso infinito.
Tra i due principi è in corso una eterna lotta, iniziata ab aeterno per il tentativo del Principe delle Tenebre di impadronirsi del Mondo della Luce, avendone vista la sua sfolgorante bellezza.
All’assalto del Principe delle Tenebre, il Padre della Luce risponde emanando la Madre della Vita che, a sua volta, genera il Primo Uomo.
Queste tre figure, Padre della Luce, Madre della Vita e Primo Uomo, sono il corrispondente manicheo della Trinità Cristiana.
Da questo punto in poi, la Teologia manichea si fa più complessa e cercheremo di semplificarla.
Il Primo Uomo soccombe all’assalto del Principe delle Tenebre e cade completamente in pasto al Nemico: il Mondo Divino si mescola al Mondo Materiale e vi resta tragicamente imprigionato.
Attraverso una serie di complessi passaggi , si giungerà alla creazione dell’Universo e del mondo quale noi lo conosciamo, con la successiva nascita dell’uomo che ha però in se la scintilla divina del Primo Uomo e, analogamente a quanto affermano le dottrine gnostiche, è straniero ed estraneo nel Mondo delle Tenebre.
L’uomo ha però una via di salvezza: innanzitutto deve prendere coscienza di questo stato di cose e poi, attraverso la Gnosi, la Conoscenza, deve conoscere la sua natura divina.
Se l’uomo riuscirà a identificarsi con la Luce che è in Lui, non nascerà più e, dopo la morte, si congiungerà col Mondo di Luce, altrimenti la sua scintilla divina sarà costretta a reicarnarsi in un altro essere umano.
Quest’ultima tesi mostra chiaramente l’influenza che anche il Buddhismo, l’Induismo e le dottrine misteriche e pitagoriche dell’antica Grecia hanno avuto sul sistema elaborato da Mani, così come le tecniche per raggiungere la Gnosi, mutuate più dalle filosofie orientali che non dalla mistica cristiana.
Analogamente allo Gnosticismo, in molti testi manichei il Principio del Male è identificato col Dio della Bibbia. In uno di questi testi si legge che Adamo, dopo aver mangiato il frutto proibito dice: “Maledetto sia il creatore del mio corpo e colui che imprigiona la mia anima e coloro che mi hanno fatto loro schiavo”.
Nel Manicheismo inoltre ha grande rilievo la figura di Gesù Cristo, inviato dalle forze celesti nel Mondo delle Tenebre per rivelare all’uomo il Mondo della Luce e liberare le scintille divine imprigionate nella Materia.
Alla fine dei tempi ci sarà comunque la liberazione di tutte le scintille di luce prigioniere nella materia del Mondo delle Tenebre, i due Principi metafisici del Bene e del Male saranno di nuovo separati e l’ordine sarà ristabilito.
Il Manicheismo fu fortemente osteggiato sia dalla nascente Chiesa Cristiana, che vi vedeva un pericoloso avversario, sia dalla dinastia dei Sasanidi, all’epoca al potere in Persia e, successivamente, fu anche duramente perseguitato dall’Islam.
Ciò nonostante ebbe una diffusione enorme nell’Impero Romano, in Persia, in Egitto, nel vicino e medio Oriente, in Africa settentrionale, nell’Asia centrale, in India ed in Cina.
Presente in Europa per tutto il Medio Evo ed in Cina fino al XVI° secolo, oggi il Manicheismo è definitivamente scomparso.

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Ingegnere Chimico
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