LA LEGGE SPIETATA DELLA NATURA

Quando un branco di migliaia di antilopi viene attaccato da un leone, sarà un solo individuo ad essere ucciso e mangiato.
L’antilope è un essere senziente, proprio come noi, ed il suo terrore sarà immenso, la sua sofferenza atroce ed il leone comincerà a mangiarla quando è ancora viva.
Questa è la legge di natura: il singolo individuo non conta niente. Le antilopi del branco sono migliaia e, statisticamente, ciò che è accaduto è un fatto irrilevante.
D’altra parte il leone non ha potuto fare a meno di tanta ferocia e cattiveria, ne va della sua sopravvivenza ed è obbligato ad agire in questo modo. Il leone più debole e meno veloce o malato, che non è capace di uccidere, è destinato a non sopravvivere.
Tutto il mondo animale è dominato da questa legge e, anche se la cosa potrebbe non piacerci, pare che l’unico scopo di tutto il mondo vivente sia solo quello della trasmissione del DNA e della sopravvivenza della specie.
Probabilmente l’antilope uccisa era tra le più deboli e le meno veloci, per cui la sua morte è risultata utile al miglioramento ed all’evoluzione della sua specie e non trasmetterà più ai posteri il suo DNA.
Abbiamo fatto un solo esempio, ma è facile verificare che la spietatezza della Legge che domina il nostro pianeta è universale e riguarda anche l’uomo.
A qualcuno di noi sarà capitato di uccidere uno scarafaggio calpestandolo con la scarpa. Avremo notato come il povero animale abbia cercato di sfuggire in tutti i modi alla morte, scappando disperatamente di qua e di là, prima di morire orribilmente schiacciato. Anche in questo caso, l’uomo che ha ucciso deliberatamente e la blatta che non voleva morire, si sono dimostrati carnefice e vittima in piena armonia con la Legge spietata che domina il nostro pianeta.
A molti dispiace sentire che l’uomo appartiene al mondo animale, ma è proprio così: è un mammifero, il più evoluto ed intelligente tra i primati, che ha conquistato il predominio sul pianeta, ma bisogna ammettere che la maggioranza dell’umanità non ha difficoltà ad uccidere i propri simili o gli altri animali ed a compiere atrocità di ogni genere. Pochi umani sono diversi.
Questi umani “diversi”, anche se intellettualmente superiori alla maggioranza dell’umanità, sono più deboli e non è affatto detto che non siano destinati a soccombere, a meno che non si voglia ipotizzare che l’evoluzione vada proprio nel senso dello sviluppo di questo nuovo “tipo” umano.
D’altra parte è ragionevole pensare che l’evoluzione della vita sul nostro pianeta sia destinata a continuare con la generazione di nuove specie superiori a quella umana. Ovviamente ciò richiederebbe milioni di anni, proprio come è accaduto nel percorso dai primi esseri unicellulari fino all’uomo.
Possiamo trarre delle conclusioni da queste brevi considerazioni ?
In realtà, malgrado i progressi della Scienza, brancoliamo ancora nel buio.
Possiamo solo riassumere i punti fermi e le certezze:
Gli esseri viventi si caratterizzano essenzialmente per due proprietà:
– un istinto irrefrenabile alla riproduzione (desiderio sessuale).
– un istinto irrefrenabile alla sopravvivenza (paura della morte).
Non conta niente il singolo individuo, conta solo il numero.
Tutte le specie animali fanno un numero di discendenti enormemente maggiore rispetto a quelli che sopravvivono. Conta solo la propagazione della vita, non quale individuo sopravvive.
Il destino del singolo individuo non conta niente, basti osservare che animali vengono mangiati da altri animali e, anche in ambito umano, uccisioni e crudeltà sembrano essere più la regola che l’eccezione.
Tutti quelli che chiamiamo sentimenti come, per esempio, l’istinto materno o l’amore verso un individuo di sesso opposto, sono “trucchi” della natura dovuti a particolari neurotrasmettitori che hanno il solo scopo della conservazione e della trasmissione del DNA.
Ci sfugge ancora completamente perchè il DNA debba essere protetto, conservato e trasmesso ed a vantaggio di chi.
D’altra parte è una molecola estremamente complessa, praticamente un sofisticato software il cui programma viene puntualmente realizzato nel corso della vita di qualsiasi essere vivente, tanto complessa che in qualcuno induce l’idea di qualcosa di artificiale, sopratutto ora che l’informatica è tanto sviluppata.
Potrebbe dunque nascere il sospetto di un “disegno intelligente”, il cui scopo ci è ignoto, ma non certo quello di un creatore buono ed amorevole…..
A voler dare dunque una giusta ed obiettiva definizione al nostro mondo, lo potremmo chiamare senza dubbio “Regno del Male” ed un atteggiamento scientifico corretto è la considerazione che, anche in ambito umano, le vicende del singolo individuo sono completamente irrilevanti. C’è chi muore bruciato vivo dai suoi simili, a chi viene tagliata la gola, chi viene giustiziato in base alle discutibili leggi umane per impiccagione, fucilazione, sedia elettrica, iniezione letale o altro, chi passa la vita su di una sedia a rotelle, chi la passa in carcere, chi viene stuprato, chi muore giovanissimo per qualche malattia, chi invece vive più di cent’anni, chi è ricco, chi è povero, chi viene torturato o mutilato orribilmente, chi muore in una guerra che cent’anni dopo viene giudicata inutile e sbagliata, chi prova il terribile dolore della perdita di un figlio, chi nasce o diventa cieco. Potremmo continuare all’infinito.
Terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, epidemie etc .. non scelgono chi devono uccidere. Non fanno differenza tra buoni e cattivi. Sono eventi casuali che colpiscono alla cieca.
Tutti avvenimenti che non contano niente, non hanno nessun rilievo. Dirò, forse per la centesima volta, che sono fatti irrilevanti, che avvengono su di un piccolo, insignificante, introvabile pianeta che ruota, insieme ad una miriade di altri oggetti, attorno ad una stella situata alla periferia di una galassia formata da 300 miliardi di stelle che è solo una dei miliardi di galassie che ci sono nell’Universo.
Per tutti gli esseri viventi c’è poi il dramma finale: la morte. La vita di un essere vivente è un breve intervallo tra un nulla ed un altro nulla e, non facciamoci illusioni, il momento della morte è caratterizzato da paura, angoscia e sofferenza, presenti anche in quegli individui che in vita si sono consolati con l’illusione di qualche fede religiosa.
Temo che siamo nati troppo presto per capirci qualcosa. Forse in futuro la Scienza scoprirà qual’è la causa o chi è l’autore di questo aborto, di questa mostruosità che è il nostro mondo.

Informazioni su giuseppemerlino

Ingegnere Chimico
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