INVERSIONE DEI POLI

La frase “inversione dei poli” genera da sempre una certa inquietudine nell’inconscio collettivo, ma, prima di chiarire il suo significato, è necessario fare alcune premesse.
Il pianeta Terra, come molti altri pianeti, è dotato di un Campo Magnetico. In pratica si comporta come un’enorme calamita caratterizzata da due poli magnetici opposti.
Questi due poli, chiamati Polo Nord Magnetico e Polo Sud Magnetico, sono attualmente abbastanza vicini ai due poli geografici Polo Nord e Polo Sud.
Questi ultimi sono i due punti della superficie terrestre attraverso i quali passa l’asse ideale di rotazione terrestre.
Chiariamo subito però che il polo magnetico vicino al polo nord geografico è il polo sud del magnete Terra e viceversa. L’equivoco è nato dal fatto che il polo nord dell’ago magnetico della bussola, attirato dal polo sud del magnete Terra, indica il nord geografico (tra due magneti, poli opposti si attirano e poli uguali si respingono).
In ogni caso, nella nomenclatura usuale, viene definito polo nord magnetico quello vicino al polo nord geografico e polo sud magnetico quello vicino al polo sud geografico.
Inoltre, dato che l’ago calamitato della bussola si allinea nella direzione Nord-Sud dei poli magnetici, per conoscere la reale posizione di un punto cardinale, ad esempio il Nord, occorre applicare delle correzioni: si deve calcolare la “declinazione magnetica” diversa da punto a punto della Terra.
Il campo magnetico terrestre è uno dei fattori che ha favorito la nascita e l’evoluzione della vita sul nostro pianeta, in quanto, estendendosi per decine di migliaia di chilometri nello spazio, forma una specie di scudo protettivo contro i raggi cosmici.
C’è però da osservare che l’intensità del campo magnetico terrestre non è costante nel tempo: vi sono state ere geologiche in cui è stata più debole ed altre in cui è stata più forte.
Sappiamo con certezza che, nel momento in cui scriviamo, il campo magnetico terrestre si sta indebolendo ed un ulteriore conferma di ciò è giunta dalle osservazioni del satellite Swarm dell’ESA (European Space Agency) nella prima metà del 2014.
Sappiamo anche che il polo nord magnetico (per quanto detto prima in realtà è il polo sud magnetico) si sta allontanando dal polo nord geografico, in direzione della Siberia.
Quest’ultimo fatto ci fa pensare che ci stiamo avviando ad una inversione dei poli magnetici, ma ciò non dovrebbe avvenire prima di qualche migliaio di anni.
Abbiamo detto “inversione dei poli magnetici” perchè il fenomeno dell’inversione dei poli non è assolutamente l’inversione dei poli geografici con un “capovolgimento” della Terra, come qualcuno potrebbe pensare ….
L’inversione dei poli magnetici è già avvenuta molte volte nella storia del nostro pianeta, sicuramente più di una decina di volte negli ultimi 30 milioni di anni.
E’ molto facile riconoscere quando sia avvenuta nel passato una tale inversione, osservando l’orientamento della magnetizzazione dei minerali ferrosi (magnetici) inglobati negli strati di lava solidificata risalenti ad epoche geologiche diverse, a seconda della loro profondità.
C’è però il fatto che questo fenomeno non è mai ancora avvenuto da quando esiste l’Homo Sapiens, per cui non possiamo sapere se possa avere degli effetti negativi sull’umanità e sulla vita in generale.
La mia umile opinione è che il suo effetto sarebbe solo quello di far fare tanti soldi ai fabbricanti di bussole, ma alcuni profetizzano la fine del mondo …
Più grave sarebbe invece se continuasse l’indebolimento del campo magnetico terrestre: ciò comporterebbe l’indebolimento della sua funzione protettiva contro i raggi cosmici, ma la storia geologica del nostro pianeta ci insegna che il suo campo magnetico si è indebolito e poi, successivamente, rinforzato, innumerevoli volte.

Informazioni su giuseppemerlino

Ingegnere Chimico
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