IL MISTERO DELL’ORIGINE DEL DNA

Questa nota presuppone una conoscenza, anche superficiale, di cosa sia il DNA. Qui c’è un breve articolo divulgativo sull’argomento:
https://giuseppemerlino.wordpress.com/2010/10/20/dna-il-mistero-della-vita/
Tutti gli esseri viventi di questo pianeta si formano, vivono e muoiono grazie alle informazioni contenute nella molecola del DNA, presente nel nucleo di tutte le cellule che li costituiscono.
Usando il linguaggio informatico, una singola molecola di DNA contiene circa cento milioni di bit d’informazione.
Ogni bit di informazione equivale ad uno 0 o ad un 1 del linguaggio binario dei computers, praticamente un Si od un No.
Si tratta dunque di una molecola molto complessa che in qualcuno induce l’idea di qualcosa di artificiale, soprattutto ora che l’informatica è tanto sviluppata e, in effetti, le analogie sono veramente consistenti: il DNA è praticamente un sofisticato software il cui programma viene puntualmente realizzato nel corso della vita di qualsiasi essere vivente.
Cominciamo subito ad evidenziare che questa enorme quantità di informazione è tutta contenuta in una piccola porzione di DNA: al momento in cui scrivo, non sappiamo se le parti “non codificanti” di questa molecola abbiano o no una qualche funzione e c’è da notare che queste parti sono preponderanti nella molecola del DNA,
Secondo le teorie scientifiche attualmente accreditate, le molecole di DNA si sarebbero formate spontaneamente  in un processo che si sarebbe svolto nelle prime centinaia di milioni di anni di vita del nostro pianeta.
Senza entrare in eccessivi dettagli, che il lettore può trovare altrove in questo Blog, si sarebbero formate prima molecole organiche complesse, poi i primi amminoacidi, poi l’RNA ed infine le prime molecole di DNA.
Già da questa superficiale descrizione si può comprendere che si tratta di un processo assai complesso ed altamente improbabile: la probabilità che si possa formare spontaneamente una molecola complessa come il DNA è una su di un numero formato da centinaia di cifre, praticamente zero.
La risposta della Scienza a questa obiezione sta nell’immensità dell’Universo: il nostro Universo è costituto da miliardi di galassie ed ogni galassia è formata da centinaia di miliardi di stelle ed ormai è una certezza che quasi tutte le stelle hanno un corredo di pianeti.
E’ vero dunque che il “fenomeno vita” è un avvenimento altamente improbabile, ma il numero dei pianeti sui quali potrebbe verificarsi questo caso è talmente alto che questo caso diventa una certezza.
Ultimamente è però sorto un problema: analizzando il ritmo di evoluzione della complessità della materia vivente, che si è rivelato essere esponenziale, e portandolo a ritroso, si è giunti alla conclusione che la vita sarebbe dovuta nascere 9.7 miliardi di anni fa, cioè  5,16 miliardi di anni prima della nascita del nostro pianeta !
Chiariamo subito che si tratta di considerazioni effettuate con “carta e penna” e che, almeno per ora, non hanno nessun riscontro sperimentale, ma, se la tesi fosse giusta, avrebbe delle conseguenze interessanti: potrebbe essere una prova a favore della Panspermia, una teoria che suggerisce che i semi della vita siano sparsi per l’Universo, e che la vita sulla Terra sia iniziata con l’arrivo di detti semi e il loro sviluppo.
Secondo questa teoria, le molecole organiche complesse si sarebbero formate altrove e poi sarebbero giunte in un secondo momento sulla Terra trasportate da meteoriti, comete ed anche asteroidi.
Questa teoria era sostenuta anche da Francis Crick che, insieme a James Watson, scoprì la struttura del DNA.
Attualmente molti scienziati propendono per la tesi che la vita sia stata trasportata sulla Terra da comete e meteoriti e l’ipotesi sembrerebbe confermata anche dalla scoperta della presenza di numerose molecole organiche nelle nubi di gas e polveri interstellari.
In realtà Francis Crick si era spinto più in avanti rispetto alla teoria della Panspermia, ipotizzando la cosiddetta “Panspermia guidata” secondo la quale le molecole base della vita sarebbero state diffuse per il cosmo attraverso un atto intelligente di inseminazione.
Ma a questo punto dobbiamo fare delle considerazioni. Secondo Crick questa diffusione dei semi della vita avrebbe potuto essere stata avviata da una civiltà extraterrestre molto evoluta, ma noi obiettiamo che questi esseri avrebbero dovuto avere organismi basati sul DNA ed allora il problema sarebbe solo spostato all’indietro: come si è formato il loro DNA ?
Fatta questa considerazione, sorge spontaneo pensare ad esseri di altra natura, delle intelligenze immateriali che avrebbero letteralmente fabbricato il DNA, per motivi che non ci è dato sapere ma solo ipotizzare.
In parole povere la struttura del DNA è talmente complessa che questa molecola non sarebbe potuta nascere spontaneamente ma avrebbe avuto la necessità di “fabbricatori” la cui natura non fosse basata sul DNA.
Ci rendiamo conto che siamo nel campo delle ipotesi più azzardate, tanto più che non si comprende la finalità di tutto ciò. L’unica cosa che sembra certa è che lo scopo della vita, almeno sul nostro pianeta, sia solo quello di conservare e trasmettere il DNA: non conta niente il singolo individuo, conta solo il numero.
Tutte le specie animali (ed anche l’uomo, almeno fino al sopraggiungere della civiltà), fanno un numero di discendenti enormemente maggiore rispetto a quelli che sopravvivono. Conta solo la propagazione della vita, non quale individuo sopravviva.
Se dunque vogliamo proprio parlare di un “Disegno Intelligente”, non è certo quello di un Creatore buono ed amorevole, basti pensare ai modi in cui questo disegno si attua sul nostro pianeta: animali che mangiano altri animali ed atrocità di ogni genere col solo fine di conservare e trasmettere il DNA.
Potrebbe perfino sorgere il dubbio che tutto il “fenomeno vita” serva solo a conservare quella parte preponderante di DNA che non sappiamo a cosa serva e che potrebbe contenere qualcosa di molto importante che a noi, almeno per ora, non è dato di comprendere.
Al problema dell’origine del DNA si collega poi lo strano fenomeno della nascita delle grandi civiltà, più o meno tutte nella stessa epoca, in punti diversi del globo: milioni di anni di preistoria sono stati interrotti improvvisamente poche migliaia di anni fa dall’apparizione delle prime civiltà.
Recenti studi pubblicati su autorevoli riviste scientifiche, tra cui “Nature”, hanno messo in rilievo un’improvvisa mutazione del DNA umano proprio in coincidenza con la nascita di queste civiltà, con la comparsa di segmenti di DNA completamente nuovi: un nuovo intervento dei “fabbricatori” ?
Concludendo, in questa breve nota abbiamo fatto un po’ galoppare la fantasia, ma pensiamo che sia utile tenere aperta la mente a tutte le ipotesi, tanto più che, più avanza il progresso scientifico, tanto più il mistero dell’Universo e della vita sembrano infittirsi. Forse l’uomo è troppo piccola cosa per poter mai un giorno riuscire a capirci qualcosa …

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Ingegnere Chimico
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