L’UOMO SULLA LUNA (1969 – 1972)

Premettiamo subito che chi spera di trovare in questo articolo tesi “complottiste” o “negazioniste” sulla reatà dello sbarco umano sulla Luna, resterà profondamente deluso: qui si narrano fatti reali ed i sei sbarchi umani sulla Luna sono fatti reali: per fugare ogni dubbio ricordiamo velocemente che, nel 2009, la sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) ha fotografato i moduli lunari (rimasti sulla superfice del nostro satellite) di tutte le missioni, gli strumenti scientifici usati, il LRRR (Lunar Ranging Retro Reflector) e il PSE (Passive Seismic Experiment) e, in un caso, perfino le orme di un astronauta dell’Apollo 14 (quarto sbarco sulla Luna).
Foto analoghe sono state scattate dalla sonda giapponese Selene.
Tutti gli sbarchi sulla Luna sono stati monitorati da parecchi paesi del mondo e, tra gli altri, dall’Unione Sovietica che avrebbe avuto tutto l’interesse a smascherare immediatamente un falso.
Inoltre Sulla Luna ci sono degli specchi sistemati dagli astronauti che misurano la distanza Terra-Luna ancora oggi a distanza di oltre 40 anni.
Infine i 382 kilogrammi di rocce raccolte dagli astronauti sono risultati “vecchi” di 4,5 miliardi di anni, dunque almeno 200 milioni di anni più antichi delle prime rocce terrestri.
Il programma spaziale Apollo cominciò molti anni prima del primo sbarco sulla Luna e, precisamente, nel 1961, quando il Presidente USA John Kennedy fece riunire Camera e Senato per informarli che, entro il decennio, l’uomo sarebbe sbarcato sulla Luna.
“Credo che questo paese debba impegnarsi a realizzare l’obiettivo, prima che finisca questo decennio, di far atterrare un uomo sulla Luna e farlo tornare sano e salvo sulla Terra. Non c’è mai stato nessun progetto spaziale più impressionante per l’umanità, o più importante per l’esplorazione dello spazio; e nessuno è stato così difficile e costoso da realizzare”, disse, fra l’altro, il Presidente.
Apollo era il nome delle navicelle spaziali, mentre il razzo che le portava aveva il nome di Saturn.
Una sezione dell’Apollo era il “modulo di comando” dove effettivamente alloggiavano gli astronauti. A questo era agganciato il “modulo Lunare” (LEM) che, in occasione delle sei missioni con sbarco, scendeva sulla superfice lunare.
Al momento della ripartenza per il viaggio di ritorno verso il modulo di comando, il LEM lasciava una parte sul suolo lunare ed utilizzava altri razzi di propulsione per tornare al modulo di comando, che lo attendeva in orbita lunare.
Fino al 1967 si svolsero solo test senza equipaggio umano, poi, in quell’anno, la missione Apollo 1 fu caratterizzata da un tragico incidente: La missione avrebbe dovuto essere la prima ad entrare in orbita terrestre con un equipaggio umano, ma, durante un’esercitazione sulla rampa di lancio, scoppiò un incendio che causò la morte di tre astronauti.
A causa dei ritardi dovuti a questo incidente, le missioni Apollo 2 ed Apollo 3 furono annullate.
Tra la fine del 1967 ed il 1968, si svolsero le missioni Apollo 4, 5 e 6 senza equipaggio umano, solo per testare sopratutto il razzo vettore Saturn.
Finalmente, nell’ottobre 1968, con la missione Apollo 7, un equipaggio umano fu lanciato e messo in orbita terrestre, ma il primo risultato di grande rilievo fu raggiunto con la missione Apollo 8 nel dicembre 1968: il modulo di comando, senza il LEM, circumnavigò con equipaggio umano per 20 volte la Luna e, per la prima volta, degli esseri umani videro la faccia nascosta del nostro satellite.
Successivamente la missione Apollo 9 testò per la prima volta il LEM, ma in orbita terrestre, e la missione Apollo 10 fece lo stesso in orbita lunare (per la seconda volta esseri umani circumnavigarono la Luna).
E poi venne il grande giorno: il 16 luglio 1969 partì verso il nostro satellite l’Apollo 11. Il 20 luglio il LEM, con a bordo due astronauti, toccò il suolo lunare e, 4 ore dopo, Neil Armstrong fu il primo essere umano a mettere piede sulla Luna.
Non dimentichiamo però Buzz Aldrin (che aveva il gravoso compito di pilotare il LEM) che fu il secondo uomo a calcare il suolo lunare e Michael Collins che rimase da solo sul modulo di comando in orbita attorno alla Luna.
Il rientro a Terra avvenne senza problemi il 24 luglio, con ammaraggio nell’oceano Pacifico.
Nel novembre 1969 la missione Apollo 12 realizzò il secondo sbarco lunare e gli astronauti raccolsero maggiori quantità di roccia lunare e, particolare poco conosciuto, raggiunsero a piedi una sonda lunare lanciata due anni e mezzo prima e ne portarono alcuni pezzi sulla Terra. Inoltre fecero numerosi esperimenti scientifici e piazzarono i primi strumenti sul nostro satellite.
Un grave incidente caratterizzò invece la missione Apollo 13 (Aprile 1970): dopo 55 ore di volo verso la Luna, ci fu un’esplosione di un serbatoio di ossigeno. Gli astronauti non potettero scendere sulla Luna, ma furono costretti a raggiungerla per utilizzare il suo campo gravitazionale per poter invertire la rotta. Grazie alla bravura degli astronauti e dei tecnici del centro di controllo, Apollo 13 riuscì, non senza ulteriori problemi, a fare ritorno sulla Terra: un “fallimento di grande successo” che contribuì in maniera notevole al progresso delle tecniche di volo spaziale.
Un grande successo fu invece la missione Apollo 14 (Gennaio 1971), con sbarco sulla Luna, ed una grande quantità di esperimenti effettuati e con escursioni degli astronauti sul suolo lunare di più ampio raggio.
Con la missione Apollo 15 (Luglio 1971) si ampliarono ancora di più le escursioni degli astronauti, anche grazie ad un “rover”, una specie di automobile lunare e continuarono gli esperimenti per approfondire la conoscenza del nostro satellite.
L’uomo tornò ancora sulla Luna con la missione Apollo 16 nell’Aprile 1972.
Infine nel dicembre 1972 l’uomo sbarcò per la sesta ed ultima volta sulla Luna con la missione Apollo 17 che, per gli esperimenti svolti e la maggior quantità di materiale roccioso portato sulla Terra, fu, dal punto di vista scientifico, la missione più utile.
Chiudiamo questa breve nota con la famosa frase che Neil Armstrong pronunziò quando, uscendo dal LEM, poggiò il piede sinistro sulla superfice lunare: “That’s one small step for man, one giant leap for mankind”, cioè “Questo è un piccolo passo per l’uomo, un gigantesco balzo per l’umanità”.

Informazioni su giuseppemerlino

Ingegnere Chimico
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