RISCALDAMENTO DELLA TERRA O NUOVA ERA GLACIALE ?

Si parla molto in questi ultimi anni dell’ “effetto serra”e del conseguente surriscaldamento del pianeta Terra.
In generale, con questo termine, si indica la capacità di un pianeta di trattenere parte dell’energia solare. Questo fenomeno è dovuto alla presenza nell’atmosfera del pianeta di alcuni gas (detti appunto “gas serra”).
La radiazione solare è costituita da una vasta gamma di radiazioni che vanno dalla lunghezza d’onda più piccola a quella più lunga. I gas serra hanno la proprietà di essere trasparenti alle radiazioni caratterizzate da una lunghezza d’onda più corta e di essere invece opachi alle radiazioni caratterizzate da una lunghezza d’onda più lunga, come per esempio, i raggi infrarossi, che, restando in parte “intrappolati”, sono i principali colpevoli del surriscaldamento.
Il principale “colpevole” dell’effetto serra è l’Anidride Carbonica (CO2), ma un certo contributo lo danno anche il Metano (CH4) e, in parte, anche il Diossido d’Azoto (N2O) e l’Ozono (O3) che è una particolare forma allotropica dell’Ossigeno (O2), che però ha il “merito” di proteggere il nostro pianeta dalle pericolose radiazioni ultraviolette caratterizzate da una piccola lunghezza d’onda.
L’attività umana, principalmente dalla rivoluzione industriale in poi, ha dato un certo contributo al surriscaldamento del pianeta, sopratutto a causa delle notevoli emissioni di Anidride Carbonica da parte degli impianti industriali.
Anche la deforestazione ha dato un certo apporto a questo fenomeno, a causa della diminuzione dell’assorbimento dell’Anidride Carbonica da parte delle foglie degli alberi, diminuiti di numero.
Questo surriscaldamento è stato quantificato con una certa precisione: nel ventesimo secolo la Temperatura media della superficie terrestre è aumentata di un valore stimabile tra 0,56 e 0,92 gradi centigradi. Per chi non avesse dimestichezza con i decimali, il surriscaldamento nel ventesimo secolo è compreso tra mezzo grado ed un grado centigrado.
D’altra parte le emissioni di CO2 dovute all’uomo rappresentano il 4-5% delle emissioni naturali. L’eruzione di un solo vulcano ne produce molto di più.
Più allarmanti sono invece le previsioni per il ventunesimo secolo, ma i valori previsti sono molto discordanti: si va da 1,1 gradi (stime più ottimistiche) a 6,4 gradi (stime più pessimistiche). Sinceramente non ci sentiamo di condividere quest’ultimo valore che si baserebbe su di uno sviluppo industriale fantascientifico e privo di qualsiasi controllo delle emissioni nocive.
Anche se, opinione personalissima, questo surriscaldamento del pianeta non ci sembra particolarmente allarmante, in tutto il mondo si stanno cominciando a prendere misure per cercare di contenerlo, anche se in misura diversa nei vari paesi, alcuni dei quali sono tuttora fortemente critici verso il “Protocollo di Kyoto” che obbliga i paesi firmatari ad un severo controllo delle emissioni nocive, sopratutto di CO2.
C’è poi da rilevare che il problema delle emissioni di CO2 si inserisce nel dibattito sulle Centrali Nucleari: Come è noto una buona parte dell’inquinamento da anidride carbonica (CO2) sul nostro pianeta, e quindi il conseguente “effetto serra”, è causato dalle centrali termoelettriche per produrre energia elettrica che bruciano carbone, gas o derivati del Petrolio, producendo grandi quantità di CO2 ed altri gas serra. Queste andrebbero gradualmente sostituite con Centrali Nucleari.
Il paese più virtuoso in questo campo sono gli USA che sono arrivati al 20% di energia elettrica prodotta tramite centrali nucleari.
Secono l’autorevole rivista “Le Scienze”, le centrali nucleari americane hanno evitato la dispersione in atmosfera di 64 miliardi di tonnellate di gas serra, oltre a fuliggine e altri inquinanti prodotti dagli impianti a carbone, a gas ed a derivati del petrolio, salvando circa 1,8 milioni di vite.
Ma la Cina non è da meno con 29 nuove centrali nucleari in costruzione e 59 previste, con l’obiettivo di portare al 50% la quota di energia elettrica prodotta col nucleare.
Anche l’India, tra i primi paesi al mondo ad usare il nucleare per produrre energia elettrica, ha un vasto programma di costruzione di nuovi impianti, così come i paesi arabi più avanzati che vogliono premunirsi per quando finirà il petrolio.
Nel momento in cui scriviamo, in tutto il mondo, sono operative 442 Centrali Nucleari, ciascuna con più reattori, ma molte ancora sono attualmente in costruzione o in fase di progetto.
Purtroppo altre fonti energetiche alternative non inquinanti come i pannelli solari o l’energia eolica (i cui impianti, tra l’altro, deturpano il paesaggio), riescono a fornire quantità trascurabile di energia.
C’è comunque un fatto nuovo che potrebbe mettere tutti d’accordo …. sia l’isterismo ecologico che il consumismo incosciente: nell’ambiente scientifico si sta diffondendo sempre di più la convinzione che è in arrivo una mini era glaciale !
Analizzando i cicli dell’attività solare e confrontando questi studi con lo stato attuale della nostra stella, pare proprio che la sua attività sia in diminuzione, il che porterebbe come conseguenza un lento, graduale raffreddamento della superficie del nostro pianeta, d’altra parte il picco undecennale del”attività solare è ormai passato.
L’effetto della diminuzione dell’attività solare, non solo bilancerebbe il piccolo aumento termico finora causato dalle attività umane, ma avrebbe un effetto ben maggiore, che potrebbe anche causare nel futuro prossimo notevoli disagi nei paesi situati più a settentrione e più a meridione del nostro pianeta.
Queste piccole ere “mini” glaciali avvengono, in media, ogni 500 anni e l’ultima è avvenuta intorno al 1600, con effetti vistosi, come il congelamento del Tamigi a Londra e dei laghi olandesi e col fenomeno spettacolare in Russia dove gli alberi si spaccavano per il freddo.
Nel dicembre 2013 è arrivata una prima conferma di questa ipotesi: dopo molti anni di costante assottigliamento, il ghiaccio marino dell’Artico è tornato a crescere, facendo registrare ad ottobre un incremento del 50% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Anche lo strato di ghiaccio in Antartide sta diventando più spesso e la temperatura media del continente australe sta diminuendo, ma alcuni studiosi attribuiscono questi fenomeni al buco dell’Ozono e non ad un raffreddamento generalizzato della superficie del nostro pianeta.
Sempre nel dicembre 2013 si sono verificate abbondanti nevicate  in Egitto e tutto il Nord Africa, in Turchia ed in Medio Oriente. Potrebbe essere un primo segnale dell’arrivo di questa paventata mini era glaciale ?

Informazioni su giuseppemerlino

Ingegnere Chimico
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