LE RAGIONI DEI VEGETARIANI

Il termine vegetariano deriva dalla parola “vegetale” e quindi, a rigore, dovrebbe indicare una persona che si ciba esclusivamente di vegetali. In realtà invece questo termine viene riferito a categorie più ampie di persone.
A grandi linee, potremmo fare questa classificazione:
1) Persone che escludono dalla loro dieta tutti i cibi che comportano l’uccisione di animali e cioè carne, pesce, pollame, selvaggina etc…
2) Persone che, oltre a non cibarsi di animali uccisi, escludono dalla loro dieta anche tutti i prodotti di origine animale, come, per esempio latte, latticini, uova, miele etc…
Spesso le persone la cui dieta si inquadra in questa seconda categoria, vengono definite col termine di “vegani”.
Dato che il vegetarianesimo (talvolta chiamato vegetarianismo o anche vegetarismo) deriva sopratutto da considerazioni filosofiche e morali, quasi sempre il vegetariano evita di vestirsi con indumenti che comportano l’uccisione di esseri viventi, come le pellicce o la pelle e, nei casi più spinti, evita anche prodotti come la lana che, pur non comportando l’uccisione dell’animale, ne comportano il suo sfruttamento.
Nell’atteggiamento vegetariano, inteso in senso ampio, può anche essere incluso il non usare prodotti che comportano test su animali o, addirittura la vivisezione.
Quali sono le considerazioni filosofiche alla base del vegetarianesimo ?
Innanzitutto c’è un atteggiamento che io amo definire “scientifico”: l’uomo è un animale, in particolare un mammifero, e, sopratutto gli animali superiori hanno, in varia misura, simili emozioni, paure e sentimenti. Essi hanno intelligenza, sensibilità, capacità di comunicazione e formulano pensieri sotto forma di immagini visive, olfattive, uditive, tattili e gustative.
In parole povere, quando un animale si trova in fila al macello, sente le grida e l’odore del sangue dei compagni che lo precedono e capisce perfettamente ciò che sta per accadergli.
Uccidere un uomo o un altro mammifero è dunque un’azione equivalente, egualmente orribile, vergognosa ed altamente immorale.
Se a questo si aggiunge il modo violento e disumano in cui gli animali vengono uccisi nei macelli, il quadro è completo.
A rigore, è altamente giustificato anche l’atteggiamento dei vegani che rifiutano di cibarsi di qualsiasi prodotto di origine animale, per non essere complici delle orribili condizioni di vita che queste povere creature subiscono negli allevamenti intensivi.
Gli animali presentano, proprio come noi, il fenomeno dell’autocoscienza, per cui, per immaginare le loro strazianti sofferenze, basta immaginare cosa proveremmo noi se sottoposti alle stesse atrocità.
Una grande responsabilità del nostro atteggiamento nei confronti degli animali è delle tre Religioni semitiche (Islam, Cristianesimo ed Ebraismo) con la loro strampalata pretesa che il mammifero uomo sia il centro dell’Universo, addirittura dotato di anima immortale !
Queste tre religioni sostengono che gli animali furono “creati” solo per soddisfare i bisogni dell’uomo. Nei testi di Teologia cattolica vengono definiti col termine di “bruti”.
Alla luce delle scoperte della Scienza moderna, qualsiasi persona abbastanza evoluta, ritiene questa tesi infantile ed elementare.
Molto diverso è l’atteggiamento nei confronti degli esseri viventi di altre grandi Religioni diffuse su questo pianeta come l’Induismo ed il Buddhismo, che ritengono il più assoluto rispetto per ogni forma di vita come uno dei cardini fondamentali delle loro dottrine.
Oltre che da considerazioni morali e filosofiche, l’atteggiamento vegetariano è giustificato anche da altre considerazioni scientifiche secondo le quali l’uomo non sarebbe un animale carnivoro: Il nostro stomaco non ha né la struttura né l’acidità dello stomaco dei carnivori ed il nostro intestino è molto più lungo di quello degli animali carnivori. Questi ultimi evacuano rapidamente la carne ingerita, mentre nel nostro intestino, circa 10 volte più lungo di quello dei carnivori, la carne ristagna alcuni giorni e così ha tutto il tempo per imputridire, formando sostanze altamente tossiche, nonché cancerogene.
In poche parole, se decidiamo di mangiare carne, dobbiamo essere ben consapevoli che stiamo per mangiare cadaveri, le cui carni proseguiranno la loro putrefazione nel nostro intestino.
Concludiamo questa breve nota con alcune citazioni celebri che riguardano gli animali:
“La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali” (Gandhi).
“Nessuna cosa vivente deve essere uccisa, non il più piccolo animale o insetto, perché ogni vita è sacra” (Buddha).
“Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto” (Leonardo da Vinci).
“Se sei convinto di essere naturalmente predisposto a mangiar carne, prova anzitutto a uccidere tu stesso l’animale che vuoi mangiare. Ma ammazzalo tu in persona, con le tue mani” (Plutarco).
“Una gran parte delle emozioni più complesse sono comuni agli animali più elevati ed a noi uomini. L’uomo, nella sua arroganza, si crede un’opera grande, meritevole di una creazione divina. Più umile, io credo, sia più giusto considerarlo discendente degli animali (Darwin).
“Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili” (Pitagora).

Informazioni su giuseppemerlino

Ingegnere Chimico
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