ESISTENZA STORICA DI GESU’ CRISTO

Senza entrare nel merito delle questioni religiose, la nostra personale opinione è che Gesù Cristo sia realmente esistito e che non si tratti di un “Mito Solare” come invece molti studiosi affermano.
Ciò non toglie che resta scientificamente valida l’ipotesi che il Cristianesimo abbia attinto a piene mani dalle Religioni preesistenti in quell’area geografica, inglobandone Dogmi e credenze.
In verità sono molto scarsi i documenti storici che attestino la reale esistenza di Cristo. Cercheremo qui di analizzarne i principali.
Nel 93 d.c. lo storico ebreo Giuseppe Flavio scrisse le “Antichità giudaiche”, un’opera che narrava la storia del popolo ebreo dalle origini fino al 66 d.c. Da due passi di quest’opera si può evincere l’esistenza storica di Gesù: in un passo l’autore racconta la lapidazione di Giacomo e dice espressamente che questi era il fratello di Gesù, detto il Cristo. Questo passo coincide con quanto scritto da San Paolo nelle lettera ai Galati nella quale il Santo indica Giacomo come fratello del Signore. Nell’altro passo, Giuseppe Flavio parla esplicitamente del Cristo, della sua condanna ad opera del procuratore Pilato e del sorgere di varie sette di suoi seguaci. Non possiamo però trascurare che molti studiosi ritengono che quest’ultimo passo sia stato manipolato dai Cristiani in epoche successive. Giuseppe Flavio aveva descritto nella sua opera molti altri movimenti messianici, dandone sempre un giudizio molto negativo.
Una fonte forse più autorevole sono gli “Annali” di Cornelio Tacito (56 – 123 d.c.). Lo storico scrive esplicitamente nel 116 d.c. che il fondatore della fede Cristiana che si era diffusa nella Giudea ed a Roma era Cristo e che questi fu messo a morte dal procuratore Ponzio Pilato. Ecco la traduzione del passo:
“L’autore di questa fede, Cristo, sotto l’impero di Tiberio (imperatore dal 14 al 37), era stato condannato al supplizio dal Procuratore Ponzio Pilato; ma, repressa per il momento, l’esiziale superstizione erompeva di nuovo, non solo per la Giudea, origine di quel male, ma anche per l’Urbe, ove da ogni parte confluiscono tutte le cose più atroci e vergognose”.
Tacito nomina Cristo anche in un passo dove parla della persecuzione di Nerone contro i Cristiani.
Anche lo storico Svetonio nomina Cristo nella “Vita dei dodici Cesari”:
“Iudaeos, impulsore Chresto, assidue tumultuantes Roma expulit” [(L’imperatore Claudio) espulse da Roma i Giudei che, istigati da Cresto (sic), provocavano continuamente tumulti].
Infine Cristo è anche menzionato una volta nel Talmud ebraico in un passo dove si afferma che Egli fu giustiziato alla vigilia di Pasqua perché “praticava la stregoneria”.
Tutti gli altri scarsi documenti che di solito vengono portati come prove dell’esistenza storica di Cristo parlano in realtà dei primi Cristiani, ma non menzionano la figura di Cristo.
Tranne i brevi accenni di Tacito e Svetonio, nessuno degli altri grandi storici dell’epoca menziona Cristo, ne gli storici latini come Plutarco, Seneca, Marziale, Cassio Dione, ne gli storici ebraici come Filone di Alessandria e Giusto di Tiberiade. Ciò potrebbe però essere giustificato con il fatto che allo storico non interessava riportare la storia del fondatore di una delle tante sette eretiche dell’Ebraismo, per giunta condannato a morte dal governatore romano in una regione remota e marginale dell’Impero.
Non si può non cosiderare che l’immagine di Cristo e del Cristianesimo che si evince dai Vangeli risulta completamente diversa da quella che ne danno i pochi frammenti storici dell’epoca che trattano di questi argomenti. Sopratutto si deve notare che il Cristianesimo veniva considerato all’epoca nient’altro che una dei miriadi di sette religiose dell’impero con in più una connotazione decisamente negativa.

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Ingegnere Chimico
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