RELIGIONE ED OMOSESSUALI

In generale tutte le religioni sono molto severe con gli omosessuali. Leggiamo nella Bibbia:

“Se un uomo ha con un altro uomo relazioni sessuali come si hanno con una donna, tutti e due hanno commesso una cosa abominevole; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro”. (Levitico)

“Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole”. (Levitico)

D’altra parte il principale peccato imputato agli abitanti di Sodoma e Gomorra, città distrutte dal Dio della Bibbia, era appunto l’omosessualità che, per questo motivo, venne appunto chiamata anche sodomia.
San Paolo, nella lettera ai Romani, dice:

“Gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento […..] gli autori di tali cose meritano la morte”.

Per quanto riguarda l’Islam, i rapporti omosessuali portano ufficialmente alla pena di morte in dieci nazioni islamiche: Arabia Saudita, Iran, Mauritania, Sudan, Somalia, Somaliland, Yemen, regioni dell’Afghanistan e del Pakistan controllate dai Talebani, Nigeria settentrionale. Invece l’omosessualità è punita col carcere o con la fustigazione nel Bahrain, in Algeria, nel Qatar e nelle Maldive.
Sebbene la legge islamica, la Sharia, preveda esplicitamente la pena di morte per gli omosessuali, non viene apllicata per esempio in Egitto, Giordania, Tunisia e Turchia.

Per quanto riguarda il Giudaismo, l’omosessualità è considerata un grave peccato, sempre in riferimento ai due passi del Levitico citati prima e così anche per i Testimoni di Geova.

Il Buddhismo è invece più vago: “è necessario astenersi dai comportamenti sessuali non appropriati”.

Recentemente il Vescovo di Pistoia, Simone Scatizzi, ha dichiarato che “la pratica omosessuale e la ostentata e dichiarata omosessualità impediscono l’amministrazione della comunione, secondo quanto dice la Chiesa e nessuno sicuramente è in grado di contraddire questo precetto”.
Il Vescovo di Grosseto, monsignor Giacomo Babini, invece ha detto: “la pratica conclamata della omosessualità é un peccato gravissimo, costituisce uno scandalo e bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora, proprio in quanto pastori di anime. Io non darei mai la comunione ad uno come Vendola”.

La Chiesa Cattolica, nel timore di perdere fedeli, sta ammorbidendo la sua posizione nei confronti dell’omosessualità. In varie dichiarazioni di alti prelati negli anni ‘80 e ‘90 si condanna l’omofobia, ma si ricorda che le persone omosessuali sono chiamate come gli altri cristiani a vivere la castità astenendosi da atti omosessuali e da ogni relazione omosessuale.
Col papato di Benedetto XVI°, nel quadro generale di un ritorno della Chiesa ad un certo conservatorismo, sembra che si sia fatto qualche passo indietro, tanto che Il 17 maggio 2007, in occasione dell’annuale Giornata internazionale contro l’omofobia, l’organizzazione non governativa Human Rights Watch ha inserito Benedetto XVI nella classifica dei leader che usano la loro autorità per negare diritti umani di base, con queste motivazioni: “il leader della Santa Sede è andato ben oltre l’espressione delle vedute teologiche della Chiesa sull’omosessualità. Il Papa è intervenuto nella politica in molti paesi per condannare o minacciare quanti sostengono gli uguali diritti o qualsiasi forma di riconoscimento per le famiglie di lesbiche e gay.

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Ingegnere Chimico
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