GNOSTICISMO: UNA FEDE DIMENTICATA

Da quando nella storia dell’evoluzione umana è nato il linguaggio, l’uomo pensa usando parole, per cui, per lui, è sempre più difficile la Conoscenza intuitiva.
Per questo motivo, alcuni uomini privilegiati che hanno raggiunto tale Conoscenza hanno provato a comunicarla usando la simbologia del Mito.
Il Mito ha una struttura simile alla favola, ma bisogna tenere ben presente due elementi: innanzitutto esso si riferisce ad una realtà dove non esiste il tempo, per cui ciò che racconta sta avvenendo “qui e adesso”.
Ad esempio quando si parla di “Caduta”, si intende un capovolgimento istantaneo del modo di intuire la Realtà da parte dell’Essere senziente.
In secondo luogo i personaggi del Mito rappresentano forze cosmiche spesso ben superiori all’Uomo.
E’ bene chiarire subito che queste forze cosmiche sono prigioniere di una realtà illusoria proprio come gli esseri umani e quindi altrettanto ignoranti della Verità superiore.
Questi concetti sono presenti in tutte le grandi Tradizioni. I Deva dell’Induismo, Gli Arconti dello Gnosticismo, gli Dei Olimpici sono tutti prigionieri della realtà sensibile, proprio come l’Uomo.
Le Divinità splendenti e terrificanti descritte nel Bardo Thodol (il libro tibetano dei morti) che il moribondo, via via che si allontana dal piano dell’esistenza, incontra nella sua ascesa, possono benissimo essere interpretate come gli Arconti dello Gnosticismo, ciascuno a guardia di un cielo. Guai a farsi incantare da una di esse: si rimarrebbe immediatamente prigionieri nel Suo piano di esistenza.
Solo tenendo presente queste premesse, ci si può accostare allo studio dello Gnosticismo.
Quando avviene l’Errore, la Caduta, allora Sophia (la Sapienza) precipita in basso e rimane tragicamente prigioniera del mondo sensibile che la sua stessa Caduta ha creato. Avviene uno sconvolgimento immane: sul piano fenomenico una colossale esplosione genera lo Spazio ed il Tempo che saranno da questo momento sotto il potere di una Forza inferiore che, non conoscendo tutto ciò che è al di sopra di Lei, si riterrà l’unico Dio. Questo Dio è prigioniero e vittima del mondo sensibile proprio come l’Uomo che apparirà molto dopo.
Sophia è angosciata e disperata. E’ prigioniera in questo Universo, ma non vi appartiene. Sophia è nobile e bella e non ha niente in comune con il mondo in cui è prigioniera. Fa uno sforzo immane per liberarsi della Materia ed ecco che nell’Universo appare la vita. Man mano che le forme di vita diventano più complesse ed appare l’autocoscienza, esse acquistano sempre di più la cosapevolezza di avere in se la scintilla di Sophia. L’essere vivente evoluto riconosce di essere “straniero” ed inizia il lungo cammino verso la liberazione. Nel Mito Eva mangia il frutto proibito ed acquista immediatamente la Conoscenza: la scintilla della Sapienza che è in Lei non appartiene a questo mondo dominato dall’Arrogante, il Dio geloso che invece è parte integrante del mondo sensibile.
Ho ritenuto necessaria questa breve premessa per chi volesse rileggere o leggere i contenuti di questa fede dimenticata qui esposti:
https://giuseppemerlino.wordpress.com/2010/12/11/gnosticismo-e-gnosi/

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Ingegnere Chimico
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