DNA: IL MISTERO DELLA VITA

Il fenomeno della vita che si è sviluppata su questo pianeta e, molto probabilmente, in molti altri pianeti del nostro sconfinato Universo è estremamente complesso: questo breve articolo non ha alcuna pretesa scientifica, ma ha uno scopo esclusivamente divulgativo. Speriamo di esporre le cose nel modo più semplice possibile e che i biologi non storcano il naso per alcune semplificazioni.
Premettiamo che un polimero è una lunga catena di gruppi molecolari, ciascuno dei quali è detto monomero.
Il DNA (acido desossiribonucleico) è appunto un polimero che contiene tutte le informazioni che determinano le caratteristiche di un essere vivente e necessarie alla realizzazione di un nuovo organismo: è il codice ereditario caratteristico di ogni essere vivente, sia esso animale o vegetale.
Come è noto, tutti gli organismi viventi sono costituiti da cellule. La cellula è la più piccola struttura che può esser classificata come “vivente”. Alcuni organismi viventi, come i protozoi o alcuni batteri, sono costituiti da una sola cellula e, per questo, vengono detti monocellulari. Gli organismi formati da più cellule vengono invece definiti pluricellulari. Nell’uomo sono presenti circa centomila miliardi di cellule.
Le cellule sono caratterizzate da un liquido acquoso, il citoplasma, racchiuso in una membrana cellulare.
A questo punto bisogna distinguere tra due tipi di organismi: eucarioti e procarioti.
Le cellule degli eucarioti (piante ed animali) sono caratterizzate dalla presenza di un nucleo che è invece assente nei procarioti.
Negli eucarioti la maggior parte del DNA si trova nel nucleo in strutture chiamate cromosomi ed una piccola parte nei mitocodri, organelli presenti nel citoplasma. Nei procarioti lo troviamo nel citoplasma.
Dunque il DNA è un polimero costituito da monomeri. I monomeri del DNA vengono chiamati nucleotidi.
Un singolo nucleotide è formato da tre componenti fondamentali: un gruppo fosfato, il desossiribosio ed una base azotata che può essere o Adenina (A) o Guanina (G) o Citosina (C) o Timina (T).
A, G, C e T sono le lettere del misterioso alfabeto che caratterizza la vita su questo pianeta: L’ordine, o sequenza, di queste basi azotate determina le informazioni disponibili per costruire e mantenere un organismo, simile al modo in cui le lettere dell’alfabeto appaiono in un certo ordine per formare parole e frasi. La sequenza nella quale si dispongono queste quattro basi azotate costituisce di fatto l’informazione genetica. Attraverso questa informazione il DNA è capace di sintetizzare le proteine che sono i costituenti fondamentali di tutta la materia vivente, ma, per fare ciò, ha bisogno di trasferire queste informazioni prima ad un “messaggero” che è la molecola di RNA: un filamento di DNA viene ricopiato in un filamento di RNA.
A differenza del DNA, l’RNA non ha la capacità di replicarsi ma ha la fondamentale funzione di unire i vari amminoacidi per formare una proteina secondo l’informazione originaria contenuta nel DNA. C’è dunque una precisa corrispondenza tra il linguaggio del DNA scritto in nucleotidi e quello delle proteine scritto in amminoacidi.
Il DNA si presenta come una coppia di filamenti avvolti in una doppia elica. Ogni filamento contiene diversi milioni di nucleotidi.
Un determinato settore di DNA che contiene il codice per uno specifico fattore ereditario (per esempio il colore degli occhi) viene chiamato Gene. I Geni determinano lo sviluppo fisico, ma anche comportamentale di un determinato individuo. Nel DNA sono presenti 30-40 mila geni.
Come abbiamo detto, il DNA, e quindi i geni, sono contenuti nei cromosomi presenti nel nucleo della cellula (eucarioti). Gli esseri umani hanno 46 cromosomi, 23 ereditati dal padre e 23 dalla madre.
Non si può tacere sul fatto che il DNA contiene anche ampie zone non codificanti, chiamate introni: l’intero patrimonio genetico umano è solo per il 27% composto da geni e questi sono codificanti per solo il 10%. La funzione degli introni è ancora oggetto di studio.
Nella divisione cellulare, il fenomeno per il quale da una singola cellula se ne producono due, i due filamenti del DNA si separano e, attingendo al materiale citoplasmatico, creano due esatte copie di se stessi, cosicchè la nuova cellula avrà lo stesso patrimonio genetico.
Tutto quanto detto vale per tutte le forme di vita esistenti su questo pianeta, pertanto non creiamo fantasie sulla diversità o sulla superiorità dell’Uomo. Chissà nell’immensità dell’Universo quante forme di vita intellettualmente superiori all’Uomo esistono.

Informazioni su giuseppemerlino

Ingegnere Chimico
Questa voce è stata pubblicata in SCIENZA e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a DNA: IL MISTERO DELLA VITA

  1. Pingback: IL MISTERO DELL’ORIGINE DEL DNA | Giuseppemerlino's Blog

I commenti sono chiusi.